Dopo più di otto anni di assenza, lunedì «La Madonna del Cardellino» di Raffaello torna agli Uffizi, nella sala dove era stata ospitata da secoli, prima di essere portata via, all'Opificio delle Pietre Dure, per un lungo e delicato restauro. Non avrà il posto un po' oscuro e defilato che aveva prima; stavolta potrà far risplendere la sua ritrovata luce azzurrina a destra del ritratto di Leone X, non lontano dal Tondo Doni di Michelangelo e sfiderà qualsiasi oscillazione del caldo e dell'umidità grazie ad una speciale cornice isolante creata appositamente per il capolavoro che sarà applicata in questo week-end, dopo l'esposizione a Palazzo Medici Riccardi. Una mostra di gran successo e dunque per gli organizzatori un bilancio ricco di numeri significativi: 60.799 visitatori paganti, 8.288 ingressi gratuiti, 72.087 gli ingressi complessivi con una media di 720 visitatori al giorno, un incasso totale di 336.577 euro. Oltre 5mila le copie vendute del catalogo edito da Mandragora. Il restauro, come ormai tutti sanno, è stato condotto con sapienza e abilità manuale da Patrizia Riitano, Ciro Castelli e dall'istituto che continua, stranamente, a chiamarsi Opificio delle Pietre Dure, anche se onici e lapislazzuli prendono una minima parte del tempo, della sede e dei fondi (pochi!) dell'istituto altamente specializzato. E dunque ieri per solennizzare ancora la fine di un recupero ritenuto a lungo impossibile e lo straordinario successo della mostra, hanno parlato in primo luogo gli specialisti dell'Opificio, Marco Ciatti in testa, poi la soprintendente Cristina Acidini, il direttore degli Uffizi Antonio Natali, e per primo, il presidente della provincia Matteo Renzi, che ebbe l'idea idea di far sostare a Palazzo Medici Riccardi la tavola miracolata, a cura e a spese della «sua» amministrazione provinciale. Ma è stata proprio la mostra, che per virtù del direttore degli Uffizi si è arricchita di preziose opere a lei contemporanee, a far trionfare la Madonna tra il grande pubblico, come una specie di Oscar dell'arte. Così ieri sono state elencate cifre e nomi di un successo esemplare, analizzato quale fenomeno socio-economico dagli uffici della Provincia. Tra i tantissimi visitatori (il 75 per cento italiani), molti i turisti, moltissimi i fiorentini. Basso invece l'interesse dei giovani. Peccato. Non sono mancati i visitatori d'eccezione come il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Woody Allen, James Ivory, l'ambasciatrice di Giordania Luijdan Al Hascemi, Pier Ferdinando Casini, Francesco Rutelli, e il ministro Sandro Bondi. E l'incasso, meraviglia dei conti pubblici, ha pagato tutte le spese.