FOGGIA Quasi sessanta alberi - che erano stati piantumati il mese scorso lungo una parte del tratturo Foggia-Ordona- Lavello che sarà inaugurato domani mattina - sono stati rubati. Ad accorgersi del particolare furto sono stati proprio gli organizzatori della manifestazione durante uno dei sopralluoghi per verificare lo stato dei lavori. Un mese fa la Regione Puglia e il comune di Foggia avevano piantato centosessanta alberi, tigli e cipressi piramidali, lungo la prima parte del tratturo che da Foggia arriva all'Incoronata: un tragitto percorso nei secoli scorsi dagli allevatori di ovini durante la transumanza delle greggi dall'Abruzzo alla Puglia. In particolare sono stati rubati cinquanta tigli e dieci cipressi piramidali per un valore totale di circa cinquemila euro visto che il costo di un singolo albero si aggira intorno agli ottanta euro. Un furto organizzato in tutti i dettagli: le piante, infatti, erano alte dai due metri ai due metri e mezzo e i ladri devono aver agito di notte con macchinari particolari e anche con diversi furgoni. Un «lavoro» durato alcune ore e senza alcun disturbo o problema anche perché la zona si trova nelle campagne alla periferia di Foggia, in una zona disabitata. Il progetto - che rientra nel piano Parco dei Tratturi promosso dalla Regione Puglia e che mira alla valorizzazione della transumanza e al recupero delle vecchie strade su cui viaggiavano le pecore prevede che lungo tutto il tratturello numero 37, il Foggia- Ordona-Lavello e il 33, il Troia-Incoronata, siano piantati oltre duemila alberi. La maggior parte delle piante, soprattutto quelle che saranno piantumate nelle prossime settimane, saranno fornite gratuitamente dal Corpo Forestale dello Stato mentre quelle sistemate nei mesi scorsi nella prima parte del tratturo numero 37 erano state sistemate dalla ditta che aveva vinto l'appalto per il recupero della vecchia strada della transumanza. Oltre duecentomila euro il contributo che la Regione Puglia ha destinato all'amministrazione comunale di Foggia per il recupero dei tratturi: nei costi La transumanza, una tradizione secolare che si rinnova ogni anno c'è anche la voce relativa alla piantumazione degli alberi. Oltre al problema dei furti degli alberi c'è quello delle discariche abusive. Lungo gran parte della vecchia strada della transumanza, infatti, ci sono molte zone di campagna adibite a discariche abusive. Terreni sui cui vengono gettati i rifiuti dei lavori di edilizia, vecchi materassi e anche piccoli elettrodomestici. «Diciamo - ha commentato il furto degli alberi Michele Pesante, il dirigente regionale del Parco Tratturi - che quanto accaduto è un incidente disdicevole. Non pensavo che si potesse arrivare a rubare anche degli alberi. Ma noi dobbiamo essere più testardi di questi avvenimenti e per questo credo che domani l'inaugurazione sarà una grande giornata di festa». E domani a piantare alberi, anche nelle sessanta buche rimaste vuote, ci saranno oltre duecento studenti delle scuole medie inferiori e superiori della città di Foggia. Una presenza, come hanno sottolineato gli organizzatori, finalizzata a far riscoprire ai più giovani i tratturi e il mondo della transumanza. Nel 1447 Alfonso I d'Aragona istituì la «Dogana della mena delle pecore di Puglia» che regolamentava tutte le attività - burocratiche, amministrative, fiscali e giudiziari - della transu manza delle greggi che ogni inverno partivano dal l'Abruzzo per venire a svernare in Puglia. Nel 1806 la Dogana fu soppressa da Giuseppe Bonaparte. I pastori abruzzesi arrivavano in provincia di Foggia attraverso delle strade principali chiamati «tratturi»: il più famoso è il Regio tratturo l'Aquila-Foggia, chiamato anche Tratturo del Re o Tratturo Magno, che con i suoi duecentoquarantaquattro chilometri è il più lungo tra i tratturi italiani. Accanto ai «tratturi » vi sono i «tratturelli», piccoli sentieri che collegano un territorio ad un tratturo o che hanno la funzione di raccordare tra loro più tratturi. Il «Foggia- Ordona-Lavello» e «Troia-Incoronata» - un percorso che ha una lunghezza di dieci chilometri e cinquanta metri - sono due dei diciotto tratturi e tratturelli che partono a raggiera dalla città di Foggia. Il Foggia-Ordona-Lavello parte dal centro di Foggia da via della Repubblica, in particolare dalla vecchia chiesa di San Rocco, poi prosegue in via Dante, via Ordona Lavello, per arrivare alla chiesa del Carmine Nuovo, nei pressi del tribunale, e giungere fino a Lavello dove le pecore dai paesi freddi dell'Abruzzo arrivavano per svernare durante l'inverno.