Dopo un restauro durato un anno, il capolavoro del maestro torna domani al suo posto, ancora più bello Dipinto nel 1504 per una chiesa di Città di Castello, fu requisito e portato a Milano da un generale di Napoleone Il cielo di Raffaello da grigio torna ad essere azzurro: arriva una nuova primavera anche per Lo sposalizio della Vergine, il suo capolavoro giovanile, uno dei quadri simbolo della Pinacoteca di Brera. Oggi i colori brillano ancora grazie al restauro eseguito da Paola Borghese, Andrea Carini e Sara Scatragli, sotto la direzione degli storici dellarte Emanuela Daffra e Andrea Ceriana. I lavori, iniziati nel gennaio 2008 e terminati in questi giorni, si sono svolti in una sala del museo, dentro una gabbia di vetro nella quale è stato allestito un vero e proprio laboratorio. I visitatori hanno così potuto seguire minuto per minuto, come in un reality show, le mosse dei restauratori, vestiti in camice bianco come i medici di E. R. e armati dei più sofisticati congegni che la tecnologia offre per salvare dal degrado le antiche opere darte. Per Lo sposalizio della Vergine, datato 1504, lUrbinate ripensò al celebre quadro di medesimo soggetto creato quindici anni prima dal suo maestro, il Perugino. La composizione, ispirata ai vangeli aprocrifi e a testi agiografici, raffigura il momento della "promessa solenne", in altre parole il fidanzamento. Al centro, tra Maria e Giuseppe che le porge lanello, il sommo sacerdote. Sulla sinistra cinque fanciulle che accompagnano Maria al tempio, sulla destra altri pretendenti alla sua mano. Il sacerdote diede a ciascuno di loro una verga di legno, ma solo quella del prescelto sarebbe fiorita. Lo sfondo è dominato da uno straordinario tempio a pianta centrale. Lopera, dipinta per chiesa di San Francesco a Città di Castello, vi restò fino al 1798, quando venne portata a Milano da Giuseppe Lechi, il generale che guidava le truppe napoleoniche. Il Lechi raccontò di essere stato accolto come un liberatore e di avere ricevuto in dono dalla cittadinanza la tavola. Pare in realtà che abbia preteso il quadro con la forza, in cambio del ritiro di un ordine di saccheggio. Del resto, buona parte delle opere della Pinacoteca di Brera proveniva dalle requisizione operate da Napoleone nelle chiese e nei monasteri della penisola. In cinque secoli di vita Lo sposalizio ha avuto bisogno di pochissimi interventi conservativi perché, come sottolinea Emanuela Daffra, vicedirettore del museo, «la perizia tecnica di Raffaello e la qualità dei materiali da lui scelti erano tali che la tavola, nella sua storia, ha avuto pochissimi problemi». Il momento più drammatico risale al 1958, quando un folle, al grido di "Viva la rivoluzione, abbasso il clero", sfregiò il dipinto con un punteruolo, dopo avere sfondato il vetro di protezione a martellate. A eccezione di qualche piccolo sollevamento di colore, il nuovo restauro è stato deciso soprattutto per ripristinare la leggibilità dellimmagine, falsata dallingiallimento delle vernici. Grazie alla generosità dei famigliari e degli amici di Corso Bovio, il noto avvocato milanese scomparso nel luglio del 2007, anche la bellissima cornice neoclassica, costruita in occasione dellingresso dellopera a Brera, è stata restaurata. Il pregevole manufatto è stato attribuito al decoratore Giocondo Albertolli, che ai suoi tempi era famoso quasi quanto il Canova e il Piermarini. Il quadro, che in realtà non ha mai lasciato quella che da duecento anni è la sua casa, da domani sarà di nuovo nella ventiquattresima sala della Pinacoteca, insieme ad altre sue star: la Sacra conversazione di Piero della Francesca e il Cristo alla colonna di Bramante.
MILANO - Brera festeggia lo Sposalizio della Vergine
Lo sposalizio della Vergine, un capolavoro di Raffaello, è stato restaurato dopo un anno di lavori. Il dipinto, creato nel 1504, è stato requisito da un generale di Napoleone e portato a Milano. Il restauro è stato eseguito da un team di restauratori, che hanno utilizzato tecnologie avanzate per ripristinare la leggibilità dell'immagine. La cornice neoclassica è stata anche restaurata grazie alla generosità di familiari e amici di un noto avvocato. Il quadro sarà di nuovo esposto nella Pinacoteca di Brera, insieme ad altre opere d'arte. Il restauro è stato guidato dagli storici dell'arte Emanuela Daffra e Andrea Ceriana.
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