Ma i promoter: se lo spazio si riduce noi lasciamo Al Piermarini in cambio 6 milioni di contributi. Oggi la Fondazione in commissione La Scala rientra nella partita Arcimboldi con una nuova proposta per la gestione del teatro: una stagione, o parte di essa, con 154 alzate di sipario per un totale di contributi pubblici di 6.500.000 euro, di cui 1 milione mezzo dal Comune, due dalla Regione e tre dallo Stato. Una cifra ingente, soprattutto se confrontata con i 2.200.000 euro di cui attualmente usufruiscono i Pomeriggi Musicali, da due anni incaricati della programmazione degli Arcimboldi con risultati di pubblico e incassi allunanimità riconosciuti come più che positivi. Che cosa finirebbe in questo "pacchetto" Scala ancora non è dato sapere, ma certo è che, per quanto dal Piermarini escludano un monopolio scaligero degli Arcimboldi, a fronte di un investimento di questa portata diventa difficile immaginare margini di azione da parte di altri soggetti. Ma non finisce qui, perché sul tormentato futuro del teatro pesano parecchie questioni non risolte. In primis listituzione di una Fondazione apposita da parte di Comune e Regione, di cui si discuterà oggi in commissione cultura a Palazzo Marino. Unidea che circola da tempo ma che ora torna a farsi concreta suscitando non poche perplessità. «Non posso nascondere una certa preoccupazione - osserva Fiorenzo Grassi, presidente dellAgis Lombarda - fare una fondazione significa investire in denaro e in risorse umane. In un momento difficile come questo, una scelta che andrebbe a pesare sul settore spettacolo già messo duramente alla prova». Gli fa eco sul piano politico anche Daniela Benelli, assessore alla cultura della Provincia, finora fuori dalla partita: «Siamo disposti a dare un contributo per la gestione degli Arcimboldi, ma a patto che non si faccia nessuna nuova Fondazione». A domandarsi quale sarà il futuro del teatro ci sono anche e soprattutto gli organizzatori privati. «Se la prossima gestione dovesse invertire rotta, a Milano non sapremmo dove proporre i nostri concerti - spiega Adolfo Galli della GalliDalessandro, che agli Arcimboldi ha portato star come Tom Waits, e Leonard Cohen - lunica data italiana dello show di Neil Young era pensabile solo in un teatro come questo. Per lanno prossimo avevamo già pensato a Diana Krall e Lionel Richie: restiamo in attesa». Della stessa idea anche Roberto Bosatra, amministratore delegato di Bananas, da due anni agli Arcimboldi con "Zelig tv": «Pensiamo di aver in parte contribuito a rilanciare quel teatro portando pubblico e denaro. Sarebbe un peccato tornare indietro. Per la prossima edizione di "Zelig" non vorremmo pensare a unalternativa».