Istituito l'ente trovato l'inganno. Mattoni e cemento Prevista anche la costruzione di alberghi e strutture non residenziali. L'allarme dei Verdi Fatta la legge, trovato l'inganno. Il vecchio detto popolare si addice assai bene al caso del decreto istitutivo dell'ente parco del Circeo. Regione Lazio e ministero dell'ambiente, infatti, da una parte istituiscono l'ente parco, garanzia di maggior tutela per l'area, ma dall'altra indeboliscono per legge i vincoli ambientali a cui è soggetta la zona. A fine marzo la commissione ambiente della regione Lazio ha approvato lo schema di decreto che istituisce l'ente parco Circeo. In attesa del piano d'assetto del parco, il decreto fissa le misure di tutela dell'area protetta a quelle previste dal piano territoriale paesistico, proprio come accadeva fino ad oggi. Fin qui, dunque, niente di strano. Anzi, sembra una buona notizia: il Circeo smette finalmente di essere commissariato. Peccato, però, che contemporaneamente al decreto istitutivo dell'ente, l'assessorato all'urbanistica della regione Lazio stia approvando i nuovi piani territoriali paesistici e che questi prevedano misure di tutela assai più blande rispetto a quelle attualmente in vigore. L'allarme arriva dai Verdi. «Come aveva già fatto il ministro Matteoli nel suo decreto istitutivo dell'ente parco Circeo - spiega infatti la sezione regionale del sole che ride - i nuovi piani recepiscono le osservazioni dei comuni di Sabaudia e San Felice sulla revisione dei vincoli del parco e prevedono una riduzione delle zone a protezione integrale (zone 1) di 1.200 ettari». Era dall'ottobre del 2002 che i due municipi pontini chiedevano la revisione delle misure di tutela dell'area protetta e in particolare l'esclusione dalle zone 1 di 1.050 ettari, di cui 300 sul lago di Paola e 750 relativi a terreni, e l'incremento delle zone edificabili di 150 ettari. In sostanza, anche se non si tocca il confine storico, l'effetto è del tutto simile a quello che si avrebbe con una riduzione di 1.200 ettari di parco. Una volta approvate dall'assessorato all'urbanistica della regione, infatti, le modifiche al piano paesistico del Circeo cambieranno automaticamente la zonizzazione e le misure di salvaguardia del parco, dando il via libera alla realizzazione di un porto turistico nel lago di Paola e alla trasformazione urbanistica delle dune e del promontorio. In pratica significa consentire l'edificazione di alberghi e strutture non residenziali sul lungo mare di Sabaudia e sulla parte bassa del monte Circeo. Per evitare questo scempio verdi e cittadini si sono appellati a Ciampi. Infatti, visto che lo schema di decreto è stato approvato sia dalla regione sia dal ministero dell'ambiente, l'ultima speranza degli ambientalisti è il presidente della repubblica, a cui chiedono di non firmare il decreto istitutivo dell'ente parco. Gli estremi ci sarebbero. «Il decreto - spiega il capogruppo regionale dei verdi, Angelo Bonelli- è illegittimo perché viola la legge nazionale sui parchi. Infatti, pur essendo un parco nazionale, il Circeo non verrebbe regolato dalla legge quadro, che ovviamente vieta la realizzazione di nuove costruzioni, bensì da leggi regionali, come quella sui piani paesistici, che possono essere modificate facilmente».
Circeo, il parco c'è ma non si vede - Indeboliti i vincoli ambientali cui è soggetta l'intera zona
Il decreto istitutivo dell'ente parco Circeo è stato approvato dalla regione Lazio e dal ministero dell'ambiente. L'ente sarà responsabile della tutela dell'area protetta, ma contemporaneamente viene approvato il piano paesistico che prevede misure di tutela più deboli rispetto a quelle attualmente in vigore. I Verdi hanno denunciato che il decreto è illegittimo perché viola la legge nazionale sui parchi e che il piano paesistico prevede la riduzione delle zone a protezione integrale di 1.200 ettari. La riduzione delle zone a protezione integrale avrebbe l'effetto di consentire la realizzazione di un porto turistico nel lago di Paola e la trasformazione urbanistica delle dune e del promontorio.
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