Dobbiamo assicurare ogni intervento, cosa che abbiamo fatto e che faremo in futuro È un simbolo della città ed è inaccettabile vedere che adesso sia ridotto in queste condizioni Le transenne che da più di tre mesi circondano la facciata di Palazzo delle Aquile dovevano essere smontate già ieri mattina. Lo aveva annunciato con una nota il sindaco Diego Cammarata. Ma fino al tardo pomeriggio di ieri, il municipio era ancora avvolto dai nastri arancioni che segnalano il pericolo di crolli. Le transenne - assicura lAmia - saranno smontate al massimo stamattina. Ma al di là della facciata esterna, è dentro al Palazzo, nelle stanze che trasudano secoli di storia, che incuria e degrado la fanno da padrone. Il palazzo simbolo della città si sta consumando, inghiottito lentamente dallabbandono. Per rimetterlo a nuovo, rifare gli impianti e consolidare i solai, ci vorrebbero almeno due milioni di euro. Soldi che il Comune con le casse vuote non ha. Il viaggio comincia dallatrio, dove dinverno quando piove a dirotto, compaiono secchi qua a là a contenere le perdite dal soffitto. Sulla destra, ci si imbatte in quello che doveva essere il nuovo ingresso blindato del palazzo, con tanto di guardiola protetta da guardie armate. Ma il portone che dal vicolo Santa Caterina si affaccia su piazza Bellini è rimasto aperto solo per due settimane. Poi sono piovuti i primi calcinacci, da una balaustra di marmo che non è stata messa in sicurezza, e il nuovo ingresso è stato chiuso. A tempo indeterminato. Più avanti ci si trova davanti allottocentesco scalone monumentale. Una pesante transenna lo nega ai visitatori. Nemmeno un mese fa, calcinacci piovuti da chissà dove hanno invaso i gradini e costretto il responsabile per la sicurezza a vietare il transito. Per salire al primo piano, si imbocca una porta laterale che si trova sul lato destro dellatrio, di fronte al nuovo ingresso ormai chiuso. Salendo i gradini di una scala di servizio, si sbuca davanti a una porta secondaria che porta dritti dentro a Sala delle Lapidi, alle spalle del banco della presidenza. Nascosta alla vista di consiglieri e pubblico, una catasta di sedie malferme abbandonate tra la polvere. Attraversando laula, salendo i gradini che portano agli scranni, si arriva alla grande parete finestra. Cè una sedia abbandonata, cumuli di polvere e rifiuti abbandonati. Lasciata Sala delle Lapidi dalla porta principale, facendo qualche passo sulla destra ci si ritrova nella Sala Antinoo, che conserva dipinti di pittori siciliani di fine Ottocento e primi Novecento. Dietro ai divanetti depoca che ormai hanno cambiato colore, spuntano grovigli di cavi telefonici. Affacciandosi dai balconi, attraverso i vetri sporchi si può godere appieno della vista di Fontana Pretoria, da tempo ormai asciutta e privata dei giochi dacqua. Di fronte ai balconi cè una porta sbarrata: è quella della Cappella senatoria. Palazzo delle Aquile è lunico Comune ad averne una. Ma da una settimana anche la piccola cappella è stata chiusa per rischio crolli. Grazie al consigliere Salvatore Orlando del Pd, che cicerone di questo tour nel palazzo del degrado, le porte si aprono. Una profonda frattura incide la parete sinistra, proprio davanti a una statua di marmo ormai nera. E cè una grossa crepa anche sul soffitto dipinto. Proseguendo diritto da Sala Antinoo, si accede alla Sala Rossa, la stanza del sindaco, che nessuno occupa. Il primo cittadino, infatti, ha la sua sede istituzionale a Villa Niscemi. Labbandono ha lentamente divorato i mobili ottocenteschi. Le poltrone e i divani di tessuto sono strappati e malconci e non hanno conservato nulla dellantico splendore. Ecco la Sala Gialla, quella che ospita le riunioni della giunta: anche qui poltrone e divani sono segnati dallincuria e dallabbandono. Nel vaso che ospita lunica timida piantina della stanza, la terra è piena di mozziconi di sigarette. Crepe e umidità, in ogni stanza del palazzo, stanno divorando i soffitti affrescati e le pareti. Salvatore Orlando del Pd ha presentato uninterrogazione al sindaco sul degrado che inghiotte il municipio. «Palazzo delle Aquile non è solo un palazzo storico - dice il consigliere comunale - è anche un simbolo che rappresenta la città. È inaccettabile vederlo ridotto in questo stato. Innanzitutto perché per buona parte, dallo scalone monumentale alla Cappella senatoria, è negato ai visitatori. Poi perché trasuda abbandono con gli arredi ottocenteschi ormai da buttare, la polvere che ha cambiato colore alle poltrone di velluto, i cavi scoperti. Voglio sapere chi ha la responsabilità di tutto questo». Per il capogruppo del Partito democratico Davide Faraone «il disfacimento di Palazzo delle Aquile è lennesimo segnale del degrado del Comune sotto lamministrazione Cammarata. Dopo la piscina, il palazzetto dello Sport e lex Onpi solo per citarne alcuni, anche il palazzo di città cade a pezzi e il sindaco assiste ignavo al suo disfacimento. Quanto sta accadendo è la metafora, terribilmente concreta, di una città allo sbando dove lamministrazione attiva è ormai in fase terminale». Ieri il vice sindaco Mario Milone ha convocato una riunione tra tutti i tecnici degli uffici a Palazzo delle Aquile, per far sparire, intanto, i cavi telefonici che deturpano la sala Antinoo. «In un paio di settimane il problema sarà sistemato», dice Milone. Il sindaco, invece, ha assicurato che, dopo un sopralluogo della Soprindentenza, si occuperà dello scalone monumentale. «Palazzo delle Aquile - diceva Cammarata - è un importante monumento cittadino, ma è anche il simbolo della municipalità. Dobbiamo assicurare ogni sollecito e necessario intervento, cosa che abbiamo fatto in questi giorni e che continueremo a fare in futuro».