PATRIMONIO. Sopralluogo della commissione consiliare alla chiesa danneggiata L'allargamento delle crepe s'è fermato, ma preoccupa la prossima fase del cantiere, a livello della falda acquifera Il sacello delle sante Teuteria e Tosca è lì da più di 1.250 anni, a pochi metri dal decumano romano, oggi corso Cavour, ed è considerato la più antica chiesa del Veneto ancora in piedi. Un documento, infatti, ne attesta la consacrazione nel 751 per opera del vescovo Annone. Nel corso della storia ha vissuto alti e bassi. Tra riconsacrazioni, nel 1160 per mano del vescovo Ognibene, dopo il ritrovamento dei corpi delle due sante vergini del III secolo, miracolosamente salvate da una provvidenziale tela di ragno che nella grotta dove s'erano rifugiate le nascose agli inseguitori che le insidiavano, e trasformazioni in cappella funeraria della casata Bevilacqua dal 1335 al 1898, fino ai restauri moderni, da quello del 1913 sotto la direzione del Da Lisca al più recente diretto da Franco Lollis una dozzina d'anni fa, che lo restituì all'antica bellezza recuperandolo dalla trasformazione in magazzino della vicina chiesa dei Santi Apostoli. Oggi rischia gravi danni. Forse irreversibili. E il basso potrebbe scendere così in basso da crollare a terra. «Da quando sono iniziati i lavori di scavo nell'attiguo parcheggio», denuncia il professor Lollis, «si sono aperte crepe allarmanti, che toccano in particolare un pilastro e l'arco di volta sopra l'altare». Una responsabilità che l'ingegner Luca Mantovani ha rigettato davanti alla presidente della Commissione Cultura del Consiglio comunale Lucia Cametti, sostenendo che a suo parere esse erano preesistenti alle attività di escavazione. Ma senza convincerla appieno, nonostante nel corso del sopralluogo della Commissione tanto l'ingegner Massimo Raccosta, amministratore di Technital, la società che costruisce il parcheggio sotterraneo, quanto alcuni consiglieri, come Stefano Casali, avessero cercato di smussare i contrasti, forti anche degli ultimi rilievi ottenuti con i vetrini di controllo più sofisticati richiesti dalla Soprintendenza, che da una ventina di giorni segnalano come l'allargamento delle crepe esistenti si sarebbe finalmente bloccato, dopo che il processo era sembrato inarrestabile. I lavori del cantiere, però, in questo periodo avrebbero subito un rallentamento. Ciò che preoccupa don Enzo Falavegna, parroco di Santi Apostoli e Lollis, oltre che tutti gli innamorati di questo incantevole angolo storico della città, è la prossima riapertura degli scavi per gli ultimi due piani sotterranei, che scendono al di sotto del livello della falda acquifera cittadina, giungendo sino a 18 metri di profondità, con lo svuotamento dell'acqua all'interno dello scavo. «Ci siamo rivolti a un docente universitario di Padova», dice Mantovani, davanti alla voragine a cielo aperto, un vero baratro che visto dall'alto, nonostante sia ancora incompleta, fa veramente impressione, «per proseguire in assoluta sicurezza, onde evitare rischi alla stabilità dei palazzi circostanti, oltre che della chiesa e del sacello. Creeremo una vasca impermeabile, dove non deve entrare acqua dall'esterno, svuotando solo quella che resterà all'interno». «Faccio solo notare», commenta la Cametti, «che la storia ci ha consegnato un prezioso monumento artistico che è arrivato sino ai nostri giorni intatto. E ora lo scavo per un garage sotterraneo ne ha minato la stabilità e la bellezza. Ritengo che prima di dare il via libera a dei progetti così invasivi si dovrebbe dare importanza all'aspetto artistico e non solo all'utilità immediata. Io spero che quanto si sta verificando qui serva da monito per evitare errori simili in futuro. Se ne tenga conto, ad esempio, per San Giorgio. I parcheggi sono un virus che sta minando la bellezza di una città che non è stata creata a misura di auto. È una città da cui le auto devono restare fuori».
VERONA - Santi Apostoli teme per i nuovi scavi
La chiesa di Santi Apostoli a Padova è stata danneggiata dai lavori di scavo per il parcheggio sotterraneo. Le crepe che si sono aperte nella struttura sono state segnalate dalla Soprintendenza e hanno causato preoccupazioni per la stabilità della chiesa. L'ingegnere Luca Mantovani ha affermato che le crepe erano preesistenti alle attività di escavazione, ma la presidente della Commissione Cultura del Consiglio comunale Lucia Cametti non è convinta. I lavori del cantiere sono stati rallentati, ma la prossima riapertura degli scavi per gli ultimi due piani sotterranei preoccupa don Enzo Falavegna, parroco di Santi Apostoli e Lollis.
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