«Entro il 2009 potremo offrire un ricco quadro dei fondali siracusani» È di qualche settimana fa la notizia del rinvenimento di un terzo relitto di età classica nelle acque gelesi che riporta alla ribalta gli studi e le scoperte affascinanti degli archeologi del mare. E anche Siracusa e le sue acque sono state oggetto di indagini. Per il sovrintendente del mare, Sebastiano Tusa, tuttavia, le scoperte più importanti per Siracusa devono ancora venire. «L'archeologia è la scienza che mi rende più vicino all'uomo del passato - ha rivelato Tusa - far parlare le pietre, le argille, i metalli, i ruderi è qualcosa che mi affascina enormemente e, quando ci riesco, la soddisfazione è immensa e ripaga di tante fatiche e delusioni. «Il mare - ha aggiunto il soprintendente - in questo contesto rappresenta uno scenario che rende ancora più affascinante tale lavoro». Desiderosi di sapere di più sulla storia dei fondali aretusei e sulle indagini archeologiche effettuate, abbiamo intervistato il sovrintendente del Mare, che ha rivelato che uno dei suoi sogni sarebbe quello di trovare un relitto preistorico, fondendo la passione per la paleontologia e per il mare. Professore Tusa, fino ad oggi quali sono state le scoperte più importanti nelle acque siracusane? «Per i fondali di Siracusa le scoperte più importanti ancora devono venire. Finora le pionieristiche ricerche di Kapitan, Bernabò Brea e Gargallo hanno messo in luce soltanto tenui indizi di una ricchezza dei fondali che a poco a poco stiamo mettendo in luce con fatica, ma con perseveranza e con l'aiuto delle tecnologie più avanzate. Ampliando il campo, certo le scoperte dei relitti di Marzamemi furono di grande importanza, così come quello del Plemmirio, scavato da Parker. Ma le scoperte più interessanti verranno presto». In merito ai fondali aretusei quali altri studi si dovrebbero compiere e dove? «A Siracusa stiamo lavorando con passione ed anche qui con sistematicità e scientificità, grazie alla collaborazione dell' insostituibile guida che riconosciamo in Bongiovanni, ben noto subacqueo appassionato di storia e mare siracusani e alla Aurora Trust americana che anche qui ci mette a disposizione mezzi e tecnologie con le quali stiamo raggiungendo risultati di enorme portata per la storia di Siracusa e del Mediterraneo. Presto, speriamo entro il 2009, potremo offrire al pubblico un quadro dei fondali siracusani ben più ricco di quanto finora ci è dato di sapere anche grazie alla costante presenza di un nostro validissimo collaboratore della Soprintendenza del Mare, Nicolò Bruno». In occasione dei lavori per la realizzazione del porto tutistico, nell'area del Porto Grande, la Soprintendenza del Mare ha eseguito indagini preliminari in collaborazione con quella della città e con le Università di Catania e Palermo. In fase di studio, all'indomani di queste operazioni, i reperti individuati. Annalisa Stancanelli