Salerno Il fisco italiano non ha voluto sentire ragioni: David Chipperfield è stato condannato. L'architetto di fama internazionale, accusato di aver evaso l'Iva sul compenso di circa cinque milioni di euro pattuito con il Comune di Salerno per la progettazione della Cittadella giudiziaria, si è visto respingere dalla seconda commissione tributaria provinciale (presidente Mario Lepre, relatore Nicola Spatuzzi e giudice Brunella Molinaro) il ricorso preparato dal suo team di legali guidato da Aldo Campagnola. La commissione ha ritenuto infondato il ricorso sia nella parte in cui veniva eccepita la decadenza dei termini dell'accertamento che in quella in cui veniva opposto il difetto di soggettività passiva di imposta «per il maturarsi dei rapporti in capo ad un soggetto distinto, indicato nella società David Chipperfeld Architects Limited». Per la commissione «la documentazione acquisita mostra, all'evidenza, gli impegni contrattuali sottoscritti dal ricorrente in persona ed in nome proprio». Né l'obbligo di fatturazione e di versamento Iva, è spiegato dalla commissione, può essere trasferito al committente, tenuto all'emissione di autofattura, «perché la figura del committente si identifica con il Comune, che agisce nel-l'esercizio di una pubblica funzione: la costruzione dell'edificio, infatti, non è stata effettuata per destinazione commerciale, ma per l'esercizio di attività giudiziaria». A ciò si aggiunge il fatto che «il Comune di Salerno non risulta titolare di partita Iva». Nella sentenza è stato disposto che Chipperfield, oltre a corrispondere l'importo dell'Iva non pagata, pari a circa un milione, debba anche rimborsare le spese di giudizio liquidate in cinquemila euro. Ora il progettista britannico, che ha completato proprio in questi giorni la ristrutturazione del Neues Museum di Berlino, potrà fare ricorso in secondo grado alla commissione tributaria regionale. L'intera vicenda lo ha addolorato profondamente, al punto tale da scrivere, a conclusione di una lunga lettera pubblicata dal Corriere del Mezzogiorno un mese fa, nei giorni in cui fu sentito dalla commissione tributaria: «Dopo dieci anni di duro e frustrante lavoro a Salerno e più di vent'anni durante i quali ho seguito e visitato opere di architettura in Italia, mi risulta difficile ammettere che oggi il mio amore per questo straordinario angolo dell'Europa e per la sua gente potrebbe essere finito». A difesa di Chipperfield si è schierato il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che proprio oggi ospita a Palazzo di città un'altra grande firma dell'architettura mondiale, Ricardo Bofill con il plastico di piazza della Libertà, un intervento radicale di riqualificazione nel grande spazio di fronte al mare compreso tra l'arenile di Santa Teresa e il Molo Manfredi. Durante la consueta tribuna settimanale a Lira Tv il primo cittadino si scagliò violentemente contro l'Agenzia delle Entrate: «Il comportamento dei funzionari e dei dirigenti nella vicenda Chipperfield è stato semplicemente vergognoso: è necessaria un'ispezione ministeriale». De Luca disse anche che il professionista era stato trattato come se fosse stato un criminale. Immediata la risposta dall'Agenzia delle Entrate: «Sono del tutto infondate le accuse rivolte, senza contraddittorio, ad onesti e scrupolosi funzionari». Gabriele Bojano
SALERNO L'architetto inglese dovrà pagare circa un milione
David Chipperfield, architetto britannico, è stato condannato dalla seconda commissione tributaria provinciale di Salerno per l'evasione dell'Iva sul compenso di circa cinque milioni di euro per la progettazione della Cittadella giudiziaria. La commissione ha respinto il ricorso del suo team di legali, che aveva eccepiato la decadenza dei termini dell'accertamento e il difetto di soggettività passiva di imposta. La sentenza ha stabilito che il committente, il Comune di Salerno, non era titolare di partita Iva e che il progettista non aveva trasferito l'obbligo di fatturazione e di versamento Iva al committente.
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