Berlusconi rilancia gli incentivi sulla vendita delle abitazioni popolari Il capo dello Stato e il Quirinale hanno sottolineato la necessità di un'azione incisiva da parte dell'Europa Il piano casa all'esame del prossimo Consiglio dei ministri con tutta probabilità slitterà per consentire una serie di approfondimenti su come raccordare le norme da inserire in un decreto legge e quelle da immettere in un disegno di legge. Ecco perché su questo provvedimento sul quale il Cavaliere conta molto continueranno a lavorare Raffaele Fitto (Affari regionali) e il consulente giuridico di Palazzo Chigi, Niccolò Ghedini, che in serata si sono visti con Silvio Berlusconi. Al rinvio si è giunti dopo il pranzo al Quirinale tra il presidente Giorgio Napolitano e il premier, affiancato da Gianni Letta e dai ministri Franco Frattini (Esteri), Giulio Tremonti (Economia) Claudio Scajola (Sviluppo economico), Andrea Ronchi (Politiche comunitarie). «Con il capo dello Stato ha spiegato il premier a mezzanotte, dopo aver assistito a uno spettacolo in teatro ci siamo trovati assolutamente concordi. Facciamo un decreto o un'aggregazione a un decreto legge già in corso. Poi, ci sarà una legge quadro sull'edilizia che affidiamo a una legge delega». Lo slittamento si è reso necessario anche perché venerdì proprio il giorno fissato per il Consiglio dei ministri Berlusconi non sarà a Roma ma a Bruxelles impegnato in un Consiglio europeo. L'ulteriore tempo a disposizione consente così di avviare i contatti con le Regioni (che reclamano di essere consultate e hanno fissato per domani una riunione della conferenza Stato- Regioni) prima che il piano casa sia varato. Quella dell'edilizia è, infatti, una materia cosiddetta concorrente, cioè di competenza sia nazionale sia regionale. L'incontro conviviale (circa due ore) con il Capo dello Stato è anche l'occasione per passare in rassegna gli imminenti appuntamenti internazionali. «Il clima era molto positivo», fa notare uno dei commensali. E anche dagli ambienti del Quirinale viene la conferma di «una piena collaborazione ». Nella nota diramata al termine del pranzo si sottolinea che «sono stati affrontati i principali temi del prossimo Consiglio europeo e in particolare la crisi economica e la preparazione del G20 in programma a Londra il prossimo 2 aprile». Non solo. Nel comunicato si legge che tra il presidente e il premier «si è convenuto sulla necessità di un'azione incisiva e coesa da parte dell'Unione Europea per fare fronte alla crisi e per garantire l'ordinato ed equilibrato operare dei mercati finanziari a sostegno dell'economia». Impegni internazionali ma nessun accenno alla questione edilizia. Il piano casa, infatti, è oggetto di una discussione riservata alla quale partecipano Napolitano, Berlusconi e Letta. Il Cavaliere illustra il «doppio binario» decreto legge varato dal governo e disegno di legge esaminato dal Parlamento con il quale vuole portare a compimento un'iniziativa destinata, come suole dire, a mettere il turbo all'economia visto che si studiano pure incentivi per la vendita delle case popolari rivolti a una platea di circa un milione di cittadini. Napolitano non entra nel merito, visto che spetta al governo assumersi la responsabilità politica del provvedimento, ma si limita a fare osservazioni di natura costituzionale. Ecco perché si conviene sulla necessità di compiere degli approfondimenti affinché i due strumenti legislativi scelti si raccordino, o meglio si armonizzino, sia con il Testo unico dell'edilizia sia con le norme costituzionali che disciplinano le competenze tra centro e periferia. Insomma, uno scambio di opinioni, fanno notare dal Quirinale, «pacato e senza alcuna asprezza », dopo il gelo del passato.
ROMA Piano casa, il premier sul Colle Rinvio tecnico ma c'è sintonia
Il presidente Giorgio Napolitano e il premier Silvio Berlusconi si sono incontrati al Quirinale per discutere del piano casa, un provvedimento che prevede incentivi per la vendita delle abitazioni popolari. Il piano è stato sottoposto al Consiglio dei ministri, ma è stato rinviatopo il pranzo. Berlusconi ha spiegato al presidente Napolitano che il piano casa potrebbe essere varato come decreto legge o come legge delega, e che si stanno lavorando per raccordare le norme con il Testo unico dell'edilizia e con le norme costituzionali. Il presidente Napolitano ha espresso la necessità di un'azione incisiva e coesa da parte dell'Unione Europea per affrontare la crisi economica.
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