pranzo al Quirinale Il capo dell'esecutivo: no, così mi crocifiggono Un ministro: allarghiamo le misure ai centri storici. Sul metodo c'è assoluta sintonia. Il Colle ha già avuto modo di prendere visione dei contenuti del piano casa del governo, sia nelle forma del decreto legge che in quella del parallelo disegno di legge, ed è d'accordo con il doppio binario: alcune norme immediatamente operative, altre da approvare in Parlamento. L'incontro di ieri fra Berlusconi e Napolitano, riferiscono entrambe le istituzioni, è stato più che cordiale. Se c'era qualche ruggine ancora nell'aria, soprattutto sui poteri reciproci in tema di decretazione d'urgenza, sembra sia passata in secondo piano. O dissimulata al meglio. Al pranzo congiunto con i ministri Tremonti, Frattini, Scajola e Ronchi, in vista del Consiglio europeo di domani, si è persino scherzato su alcuni risvolti della riforma dell'edilizia voluta dal Cavaliere. Ad un certo punto un ministro ha suggerito, forse solo per provocazione, di allargarlo anche ai centri storici delle città italiane. Berlusconi si è schermito: «Ci manca solo questo, così mi crocifiggono alla croce più alta ». Tremonti ha rilanciato: «Eppure anche Bernini per il colonnato mi sembra abbia modificato le regole urbanistiche del centro storico romano ». Ha concluso Napolitano, anche lui con una battuta: «Peccato che non tutti gli architetti di oggi si chiamino Bernini». A questo punto le uniche incertezze riguardano i tempi. Il presidente della Repubblica ha suggerito alcune osservazioni tecniche al governo e soprattutto caldeggiato un confronto preventivo con le Regioni, per cercare di coagulare il consenso più largo possibile sulle norme che l'esecutivo si appresta a varare e che sono di competenza concorrente Stato-Regioni. L'esigenza del Cavaliere è quella di fare in fretta. Ma il risultato cui punta Napolitano, quello di evitare conflitti di competenza successivi al varo del piano, che potrebbero inficiarne l'efficacia, è condiviso a Palazzo Chigi. Anche per questo ieri pomeriggio, al termine dell'incontro al Colle, il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Raffaele Fitto, ha incontrato a lungo il premier. Un vertice con le Regioni sarà convocato a breve. Dunque non si riuscirà a chiudere questa settimana. E se dal confronto comunque le perplessità di alcune Regioni di sinistra non si appianassero, per Berlusconi, dopo il varo dei provvedimenti, è sempre pronta un'arma politica. Che ieri mattina ha detto anche a Napolitano: «È chiaro che se fossi costretto sfiderei pubblicamente queste Regioni ad approvare anche loro il piano. Un piano che il 67 degli italiani approva. Si aprirebbe una competizione virtuosa, dovrebbero dare conto ai loro elettori e ai loro costruttori...». Il resto del pranzo è stato incentrato sui temi europei che verranno discussi domani e venerdì a Bruxelles. Alla fine, in compagnia di Gianni Letta, Berlusconi si è appartato con Napolitano. Forse anche per appianare qualche dissapore emerso dopo le parole del Cavaliere, a Cernobbio, sui rispettivi poteri in tema di decreti legge. Marco Galluzzo