«Gli obiettivi sono chiari e i passi che vogliamo fare anche. Resta il nodo del conferimento dei fondi, intesi come aree, nodo che scioglieremo comunque a breve. Essendo la Fondazione Aquileia un progetto pilota, vanno ancora chiariti tempi, ruoli e dinamiche. Abbiamo appena incontrato il Direttore regionale dei Beni culturali, Di Paola, e ora attendiamo da Roma, dal Ministero, altri chiarimenti operativi. Semplici forse, ma fondamentali per partire: se non c'è la disponibilità delle aree, non si può cominciare. Per questo chiediamo al ministro Sandro Bondi, che proprio venerdì prossimo sarà in Friuli, di darci una risposta chiara. Così potremo agire subito». Su quali binari vi muoverete? «Il progetto più ampio è un masterplan decennale che comprende e articola tutti gli aspetti dell'attività statutaria della Fondazione. Una volta espletate le parti burocratiche, c'è la necessità, nostra, di chi finanzia (e dei cittadini), di veder partire i lavori». Quali sono le aree conferite? «Sono undici: i fondi Cal e Barberi, Cossar, Pasqualis e Mercati, Comelli-terme, Violin, Porta Via Sacra, ex Moro ed ex Cassis, la stalla Violin, il Sepolcreto e il Complesso forense». Da dove si parte? «Si parte dalla sistemazione e dall'allestimento del percorso di collegamento tra i siti Cossar-Stalla Violin e Pasqualis Mercati, a nord del complesso basilicale. Entro quest'anno si provvederà a questa realizzazione: in passato c'erano stati alcuni interventi, ma ora si darà una sistemazione definitiva al tutto. Specialmente a vantaggio dei visitatori, che per fortuna arrivano sempre più numerosi da tutto il mondo: daremo omogeneità e completezza didattica all'area della basilica patriarcale e a quella dei vicini scavi, con particolare attenzione per il fondo Cossar». Una delle aree pi importanti, vero? «Il fondo Cossar ci ha dato la più bella e più ricca serie di mosaici. Una parte ora si trova al Museo, ma l'altra é purtroppo ancora lì, troppo esposta agli agenti atmosferici: è in una situazione quasi disastrosa. Penso, naturalmente al mosaico del IV secolo detto del Buon Pastore dall'abito singolare (per la particolarità del vestito, di foggia orientale, con cui è raffigurato): lo abbiamo protetto temporaneamente in attesa di realizzare una copertura più ampia e robusta, in grado di servire anche per gli altri scavi che si faranno nei pressi. Intanto, l'agenzia intergovernativa Arcus ha aggiunto ai nostri fondi un finanziamento di un milione e mezzo di euro. Faremo un bel lavoro» Avete coinvolto le università? «Certamente. Del resto. Io abbiamo fatto molto spesso. L'ateneo friulano, per esempio, è già stato coinvolto per la realizzazione del masterplan e per l'organizzazione della pianificazione economica. L'Università di Padova, specializzata nel recupero di quartieri residenziali antichi, seguirà un certo tipo di scavo, mentre l'ateneo triestino lavorerà alle terme». Non è una strategia un po' dispersiva? «Non è proprio una strategia. L'ho detto anche ai responsabili: così non va bene. Col tempo spero capiranno che il miglior contributo al progetto della Fondazione Aquileia è l'accorpamento il più possibile delle aree di scavo. Visti i tempi che corrono, capiranno, ne sono certo, che bisogna fare sistema, ottimizzare progetti, costi, risorse e tempi di attuazione: Aquileia è ancora ricca di sorprese». Altri progetti come Fondazione? «Sì. Il terzo passo è rappresentato dalla realizzazione di una biblioteca archeologica e di un centro studi che troveranno posto nell'ex stalla Pasqualis. Qui saranno sistemati, dopo l'opportuna catalogazione, i tantissimi volumi sparsi un po' ovunque. Pensiamo ai 13 mila libri dell'Associazione nazionale per Aquileia che ora si trovano al Museo archeologico. E poi ci sono quelli della Soprintendenza e del Comune, nonché di altre associazioni. Tutto questo porterà, fra qualche anno, non prima, alla nascita di un centro studi completo e funzionale e mi auguro molto frequentato dai molti ricercatori ed esperti e dai tantissimi turisti che giungono nella nostra Aquileia. Un'occasione in più per venire a trovarci».
AQUILEIA - La Fondazione è pronta per operare ma il ministro Bondi deve darci il via
Il Direttore della Fondazione Aquileia, non specificato, ha discusso con il Direttore regionale dei Beni culturali, Di Paola, e attende risposte da Roma dal Ministero. Il progetto prevede la sistemazione e l'allestimento di un percorso di collegamento tra i siti Cossar-Stalla Violin e Pasqualis Mercati, a nord del complesso basilicale. L'area più importante è il fondo Cossar, che contiene una ricca serie di mosaici. L'agenzia intergovernativa Arcus ha aggiunto un finanziamento di 1,5 milioni di euro. Le università coinvolte sono l'ateneo friulano, l'Università di Padova e l'ateneo triestino.
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