Il Ground Zero di Pavia è chiuso da un recinto in ferro battuto alto due metri e mezzo. Davanti solo la piazza del vescovado rimasta spoglia. Dietro al recinto le imponenti impalcature che sorreggono il Duomo in restauro. A 20 anni dal crollo della Torre Civica, prolassata alle 8.30 del 17 marzo 1989 - 4 le vittime, l'edicolante della piazza e tre donne che erano appena uscite dalla messa - il tempo sembra essersi cristallizzato: solo i monconi del «gigante del vento» (così la battezzarono i pavesi dicendo che la torre «chiamava la frescura» anche nelle estati più roventi) ricordano, tra erbacce e muschio, la sua maestosità. E adesso, 7.300 giorni dopo, naufraga anche il progetto di ricostruzione «dov'era e com'era» sul modello del campanile di San Marco. A confermarlo è Andrea Albergati, ex sindaco di Pavia, che durante i suoi 9 anni di mandato aveva più volte riaperto il dibattito. «E ormai assodato che la città ha altre priorità dice amaro Albergati . Durante il mio mandato avevano raccolto gli stimoli di Pavia Monumentale, che da anni si batte per la ricostruzione della Torre. Ma tutto è stato inutile. E oggi, con il Duomo ancora chiuso e la crisi economica, è impensabile che lo Stato si accolli una spesa del genere. Roberto Cecchi, all'epoca direttore generale del ministero dei Beni culturali, stroncò il progetto di ricostruzione ricorda Albergati . Perciò occorrerà valorizzare quel che resta del monumento. Questo non esclude l'idea di una struttura che ridia lustro alla piazza e conservi la memoria di quella che era la più imponente delle 100 torri di Pavia». In questo senso Marco Lodola, artista pavese, si è detto disponibile a studiare un ologramma di luci che riproduca la Torre virtualmente. E Vittorio Sgarbi lancia al premier Berlusconi un appello per la ricostruzione della Torre, innalzata nel 1583 dall'architetto Pellegrino Tibaldi: «Viste le nuove norme per l'edilizia, chiedo di dare segnali simbolici anche al Nord scrive Sgarbi destinando un importante contributo di Stato alla città di Pavia per la ricostruzione dellaTorre Civica». Secondo Sgarbi «basterebbero 10 milioni di euro». Pavia si consola con il recupero dell'archivio storico-fotografico di Guglielmo Chiolini acquistato all'asta dalla Europea SpA, industria risiera di Ferrera Erbognone. Per le 886.ooo immagini l'Azienda ha offerto 186.000 euro.