Il Consiglio comunale approva: 36 voti favorevoli e 1 contrario. All'alba delle tre di venerdì notte, maggioranza e opposizione hanno trovato il baricentro della discussione sullo statuto del Consorzio per il recupero e la gestione della Villa Reale e del Parco. Chiudendo il cerchio su una questione che ha tenuto banco da dicembre, con «una bella pagina del Consiglio che ha saputo guardare oltre le convenienze di parte nell'interesse generale», il commento dell'ex sindaco Michele Faglia. L'assessore al Parco, Pierfranco Maffè, dispensa ringraziamenti a tutti e l'invito a «continuare a lavorare insieme». Anche perché, mette i puntini il capogruppo del Partito democratico, Roberto Scanagatti, «questa è una tappa importante verso il vero momento storico in cui davvero la Villa Reale sarà aperta alla gente». Un percorso peraltro già avviato dalla precedente Amministrazione con la proposta di un accordo quadro per una fondazione di gestione. Poi, però, il ministero dei Beni artistici e culturali, ha proposto la sua partecipazione (anche economica) ma solo in un consorzio. "Fondazione e consorzio poco importa riconosce Scanagatti - l'importante è che adesso non si sia creato un altro carrozzone, l'ennesimo ente inutile». Tanto che ha proposto e ottenuto di mettere dei paletti temporali: se entro 9 mesi non decollerà il Consorzio e non si riusciranno a reperire i finanziamenti per il recupe ro della Villa Reale e del Parco, verrà ì pagina riconsiderata la saputo partecipazione are all'ente. Una deci generale» sione che suona aiiche come sveglia agli altri fondatori del Consorzio, ovvero Regione Lombardia, Ministero e Comune di Milano, chiamati nelle prossime settimane a recepire e approvare lo statuto riveduto, aggiornato e appena licenziato da Monza. Nel capoluogo della Brianza ha di certo giocato positivamente l'accettazione, da parte della maggioranza, di buona parte degli emendamenti presentati dall'opposizione: 16 dal Partito democratico e 23 dalla lista Città persone. In ogni caso qualche boccone amaro l'ha dovuto ingerire il centrosinistra. Anche perché, parole del sindaco Marco Mariani «non avevamo un'altra strada migliore di questa». «Continuiamo comunque a essere preoccupati del fatto che ogni soggetto del Consorzio abbia lo stesso peso, indipendentemente dal valore dei beni conferiti nel patrimonio dell'ente - spiega Scanagatti -. Visto che Monza mette la metà dei beni, secondo noi dovrebbe contare di più nelle decisioni». Critiche anche sulla scelta del direttore generale, che in base allo statuto sarà nominato direttamente dal presidente in carica della Regione Lombardia, quando invece «dev'essere una figura puramente tecnica che soltanto un concorso internazionale può trovare e garantire», sostiene Faglia. Inutile, però, farci sopra troppa filosofia e discussioni di principio: Ministero e Regione hanno posto come condizioni irrinunciabili l'uguaglianza dei soci e la modalità di nomina del direttore. «Anche noi non eravamo convinti ma occorreva andare oltre», ammette l'assessore Maffè. L'ex sindaco punta il dito anche contro la decisione del Pirellone di «mettere di mezzo la sua società Infrastrutture Lombarde per gli sviluppi sulla Villa Reale e sugli appalti del Consorzio. Lo ha scritto nell'accordo del 30 luglio 2008 (che sancisce l'impegno di costituzione del Consorzio, ndr), assicurandosi già un peso maggiore rispetto agli altri soggetti del consiglio di gestione». In ogni caso, un passo avanti per tutelare gli interessi locali è stato l'allargamento della cosiddetta governance ad altri, due membri (il consiglio di gestione passa da 5 a 7), e in particolare alla Provincia di Monza e alla Camera di commercio. Una garanzia perché «non vorremmo che qualcun altro decidesse al posto nostro». Ci pensa, per , Marco Mariani a tranquillizzare la politica: «Che Monza sia da sola a gestire Parco e Villa oppure lo faccia insieme ad altri enti, poco importa perché davanti a qualunque decisione ci sarà sempre e comunque il controllo e l'imprimatur della Soprintendenza». Peccato solo che «ora il Comune di Monza potrebbe trovarsi ad avere un piccolo buco nei conti - nota Scanagatti -. Oggi il saldo fra spese e ricavi per il Parco è positivo di 600mila euro: da domani si dovrà mettere tutto in condivisione. E speriamo soprattutto che prima che il Consorzio diventi operativo, il Comune di Milano saldi il debito di 4 milioni di euro ché ha verso Monza per il mancato concorso nelle spese di manutenzione del Parco negli ultimi sei anni».