Ha ragione il quotidiano la Repubblica quando descrive «le condizioni pessime in cui versa il Colosseo». Ne è convinto Mario Resca, consigliere di Bondi per le politiche museali, che commentando il reportage di Luca Villoresi nel quale si descrivono le carenze del monumento più conosciuto e più visitato d'Italia sottolinea la necessità «imprescindibile») di una strategia di valorizzazione. Resca dice di Condividere «il quadro desolante» che è «frutto di decenni di incuria e di incomprensioni tra le varie istituzioni da cui dipende la tutela e la valonzzazione del simbolo di Roma». Il manager sottolinea la necessità di nugliorare «anche la parte dei servizi aggiuntivi». Ma fa notare che la crescita dei visitatori, «che hanno raggiunto la soglia di 6 milioni di persone all'anno, fa ben sperare per il futuro». Diventa quindi imprescindibile per la valorizzazione del nostro turismo culturale prosegue una strategia pi decisa per una migliore esperienza a favore di q ei tunsti che visitano i nostri siti archeologici, i nostri musei e le nostre biblioteche». Tra le necessità, Resca indica una riforma fiscale «che incentivi contributi dei privati alla cultura»: L'articolo sottolinea in particolare il caos con cui viene accolto il visitatore, le lunghe file alle quali si deve sottopone per pagare il biglietto, l'assenza di depliant esplicativi, la bagarre nella piazza antistante dovuta al commerci ambulante e alle comparse vestite da gladiatori. Ci sono carenze di fondi e di personale, ma anche di decisioni gestionali ancora da prendere, dietro alle condizioni in cui si presenta il Colosseo. Lo spiega il soprintendente archeologico di Roma Angelo Bottini, che commenta punto per punto le critiche e sottolinea: «Con dieci milioni di euro l'anno potremmo mettere a posto l'intero sistema. Colosseo-Palatino-Fori imperiali». Mentre nota che un aiuto potrà arrivare anche con il nuovo commissario straordinario Bertolaso, che dovrebbe essere accompagnato da fondi speciali, Bottini ricorda che i metal detector che allungano le file di accesso al Colosseo, sono stati imposti da una direttiva del prefetto subito dopo gli attentati di Londra, nel 2006.«Costano oltre mezzo milione di euro l'anno fa notare e sono tutti soldi pagati dalla Soprintendenza». Quanto ai 12 euro del biglietto, «sono meno di quello che costano i Musei Vaticani e permettono la visita all'intero enorme complesso archeologico». Grazie a questi introiti il 20 dei quali torna al ministero per solidarietà verso gli uffici più poveri la Soprintendenza mantiene tutta I'archeologia romana. Anche per questo è impossibile stampare dépliant a sufficienza per tutti i sei milioni di visitatori. Presto pero (gia con la mostra sui Flavi che si aprirà a breve) arriveranno i primi pannelli esplicativi e anche nuovi servizi igienici. Sì anche a nuovi servizi aggiuntivi, il cui arrivo, anticipa, e previsto con la stazione della nuova metro C, con un grande spazio che dovrebbe essere assegnato proprio a bagni, biglietterie, punti di informazione, book shop. Quanto al degrado della piazza antistante il Colosseo, il soprintendente ricorda che la gestione in questo caso è del comune di Roma.