La polemica IL DIVORZIO tra Vittorio Sgarbi e il sindaco continua a lasciare strascichi 10 mesi dopo la rottura della mancata collaborazione. «Alemanno - ha detto ieri il critico allinaugurazione dalla mostra di Hiroshige - mi parlò della presidenza del Palaexpo e invece è stato incapace di tener fede alle promesse. Speriamo a questo punto nel Maxxi». Alla presidenza del Palaexpo (comunale) è stata invece nominata Ida Gianelli, proveniente dal Museo di Rivoli, grande esperta di Arte povera e di arte contemporanea internazionale, la stessa materia di cui si dovrà occupare il Maxxi (statale) e con la quale invece Sgarbi ha conflittuali, se non nulli, rapporti. «È inaudito - ha insistito lex assessore alla cultura di Milano, silurato lo scorso maggio dalla Moratti - che persone come Achille Bonito Oliva lavorino per lattuale amministrazione insieme ad altri tangheri». Secca e ironica la risposta di Bonito Oliva: «Il catalogo delle autocandidature di Sgarbi è interminabile. Labbiamo capito, ha bisogno di un posto e propongo per lui la legge Bacchelli. Per quanto riguarda poi il "tanghero", naturalmente si riferisce alla mia fama internazionale non solo di critico, ma di provetto ballerino, tra laltro, di tango». Secondo Sgarbi a Roma «ci sono persone» che «prima ti usano e poi ti scaricano e per questo sono qua alla Fondazione Roma, e non in Campidoglio». Linvito è raccolto da Emmanuele Emanuele: «Ero vicepresidente del Palaexpo - ha detto ieri - e avevo fatto un tifo assoluto per Vittorio Sgarbi. Non accettavo altre candidature nonostante sia un personaggio difficile e scomodo. Ero certo che avremmo potuto fare grandi cose. Lui non è diventato presidente e io non sono più vicepresidente del Palaexpo. Ma mi auguro che un giorno persone come noi possano fare qualcosa insieme». La corazzata Palaexpo è avvertita. Alle pendici del Quirinale sta nascendo un polo privato che promette battaglia.