Molte volte nella storia troviamo la parola "crisi" (e quasi sempre abbiamo paura di essere colpiti dalla "crisi più grave della storia?"). Non sappiamo ? per ora ? come questa prima crisi del millennio uscirà dal confronto con le crisi del secolo scorso. In questo ci sono stati certamente due momenti di crisi insuperabili: la prima e la seconda Guerra Mondiale (1914-19191939-1945) quando lunità di misura erano i morti. Quelle guerre ebbero una pesantissima coda che vedeva in primo piano ? soprattutto la Seconda ? la crisi delle abitazioni. In Italia esisteva dallinizio del XIX secolo una istituzione pubblica con lo scopo di far fronte appunto al problema della casa; lIstituto Case Popolari; però alla fine del secondo conflitto si ritenne che lIcp fosse insufficiente ad affrontare il pesantissimo problema della ricostruzione e si creò un istituto apposta, lIna-Casa. Esso non fu certo organizzato come un ufficio tecnico di un ente assicurativo, ma come una originale e completa struttura incaricata dellattuazione del "Piano Fanfani", dal nome del ministro dei Lavori Pubblici Amintore Fanfani (1908-1999). Questa complessa struttura mobilitò tutti i tanti neo-laureati, studenti, giovani ingegneri, architetti, geometri, impresari ecc., a dirigere i quali fu chiamato Arnaldo Foschini (1884-1968). Furono costruite case isolate nei piccoli centri e sorsero nelle grandi città i primi "quartieri" veramente moderni: a Torino, a Milano, a Bologna, a Firenze, a Genova, a Roma, e Napoli, a Palermo, ecc., offrendo standards tecnici fino ad allora impensabili per ledilizia popolare. Le estreme periferie proposero ai cittadini uno "stile" inconfondibile che non si tardò a indicare appunto con il nome dellIna-Casa, realizzando contemporaneamente lobiettivo della lotta alla disoccupazione edilizia e della ricostruzione post-bellica, utilizzando i fondi E.R.P. (European Reconstruction Program) e delle apposite trattenute su stipendi, salari e ogni altro compenso dei lavoratori. Adesso, a mezzo secolo di distanza, quale insegnamento si può trarre da quella esperienza? La via che sembra indicata potrebbe intitolarsi "Via ventipercento". Non cè nessun E.R.P., nessuna Ina-Casa come protagonista. Limmagine che si può prevedere è estremamente disordinata. Chi sopraeleverà un pezzo, chi occuperà un distacco, chi farà a destra il contrario di quello che un altro fa a sinistra. Salvo per qualche villetta, si può prevedere che saranno le "assemblee di condominio" a dirigere le trasformazioni urbanistiche! Come è noto la formazione degli strumenti urbanistici, la loro attuazione, il loro controllo passano attraverso un iter amministrativo che nessuno rimpiangerà. Se ne prevede infatti la sostituzione con quella che potremmo chiamare "autoburocrazia" della perizia giurata e sostituzione dei progetti di architettura-ingegneria con i "più" e i "meno" dei documenti bancari. Nessuno di questi atti può garantirci il paesaggio urbano che ne deriverà; anzi. Il "ventipercento" edilizio raramente costituirà un arricchimento effettivo e duraturo per il proprietario: infatti il valore totale del fabbricato è già stato certamente utilizzato alla sua costruzione e il 20 aggiunto adesso ha senso per portare via i soldi della banca, non per aggiungere metricubi. Ci sembra che ci sia un solo caso in cui è possibile pensare ad una trasformazione diversa ed è quello della demolizione totale e ricostruzione (che in questo caso può passare dal 20 al 30); ossia attuare una operazione che trasforma il territorio, una operazione di urbanistica vera e propria.
DOVE COMANDA IL CONDOMINIO La legge non migliorerà la qualità edilizia
La crisi del millennio è una situazione di difficoltà economica e sociale che sta avvenendo nel mondo. La prima crisi del millennio è stata la seconda guerra mondiale, che ha causato una grande perdita di vite umane e ha lasciato un'impronta duratura sulla società. La seconda crisi del millennio è stata la crisi economica del 2008, che ha causato una grave recessione economica e ha portato a una grande disoccupazione. La crisi delle abitazioni è stata un problema importante durante la seconda guerra mondiale, e l'Italia ha creato un istituto pubblico per affrontare il problema, l'Ina-Casa. L'Ina-Casa ha costruito case isolate nei piccoli centri e ha creato quartieri moderni nelle grandi città.
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