Una cabina di regia tra le principali città d'arte, Firenze, Roma, Venezia e Napoli, in materia di turismo. Ne ha parlato ieri a Firenze Emilio Becheri, assessore al turismo di Palazzo Vecchio, nel corso di un incontro con gli assessori al turismo di Roma, Venezia e Napoli, rispettivamente Mariapia Garavaglia, Armando Peres e Nicola Oddati. Ne è emersa la precisa volontà di coniugare in una visione di prospettiva, oltre che di gestione del quotidiano, il turismo come risorsa base della città con la «sostenibilità» dei flussi turistici. Secondo una recente indagine, proprio Firenze, nel triennio tra il 2001 e il 2003, ha sofferto di una diminuzione di flussi turistici che si è attestata, complessivamente, intorno al -12, registrando la cosiddetta «deriva», fenomeno, è stato spiegato, per cui i visitatori sono interessati anche alla provincia e nei comuni limitrofi. A far notare la loro assenza in città soprattutto gli stranieri che complessivamente sono calati del -13 nell'ultimo triennio. Una flessione, non osservata invece in altri comuni o città d'arte come ad esempio Napoli che ha recentemente registrato un vero e proprio boom (24) di turisti. Per incentivare sinergie e rapporti tra le capitali italiane del turismo, la Consulta Anci sul turismo ha reso noto di voler creare al suo interno un coordinamento delle grandi città d'arte. Questo organismo, nella sua composizione iniziale, vedrà la partecipazione di Milano, Genova, Torino, Napoli e Palermo, che si uniscono all'idea lanciata da Roma, Firenze e Venezia. Un'esigenza, si legge in un comunicato Anci, «per aggiornare ed omogeneizzare da un punto di vista organizzativo, i dati statistico-economici sulle singole realtà quale premessa indispensabile per monitorare, pianificare e realizzare qualsivoglia azione in un settore ed un contesto così complesso e variegato come questo. Un modo per dare organicità alle politiche di promozione frantumate in mille rivoli».