Accolti i ricorsi degli esclusi: la soprintendente che aveva posto il vincolo non poteva essere fra i commissari La nuova struttura prevede piscine, hotel centri benessere e scuole inseriti nel verde della zona Una sentenza del Tar del Lazio ha invalidato il concorso per la realizzazione della Città dellAcqua e del benessere nellarea dellex Velodromo dellEur, aprendo il dibattito sulla gestione dei concorsi nella capitale. Una storia tormentata quella dellex velodromo dellEur costruito negli anni ï50, dismesso negli anni ï80 e demolito recentemente tra mille polemiche. A far luce sul caso alcuni ricorsi al Tar, tra gli altri quello presentato dallarchitetto pisano Salvatore Re in seguito alla sua esclusione dal concorso. Il suo progetto, che prevede piscine, alberghi, centri benessere, scuole, centri inseriti nel contesto e nel rispetto del verde esistente, approda alla seconda fase riservata a soli tre gruppi di progettisti. «Il 16 aprile 2008 doveva esserci lapertura delle buste - spiega Re - ma tutto viene rinviato e solo dopo ci viene comunicato che uno dei due studi romani, quello facente capo a Paolo Desideri, è stato eliminato per vizio formale nella documentazione e il nostro per non "aver rispettato le linee guida del bando", nonostante fosse nascosto nel verde». Salvatore Re decide pertanto di presentare il ricorso contro la decisione della commissione giudicatrice. Il giorno della discussione al Tar, larea viene presidiata dagli artificieri, che per ordine dellEur Spa, demoliscono lex velodromo. La decisione del Tar viene pertanto rimandata. Il processo è giunto al termine dando ragione a Salvatore Re. La motivazione dellaccoglimento del ricorso presentato dai suoi avvocati è dovuta soprattutto alla presenza in commissione dellarchitetto Federica Galloni, soprintendente per i beni culturali e ambientali del comune di Roma, che a suo tempo aveva posto il vincolo sullex velodromo e che quindi non poteva aver alcun ruolo sulla vicenda. Sulla base della legge 163 del 2006 infatti «i commissari diversi dal presidente non devono aver svolto né possono svolgere alcunaltra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta». Ma la "Tech Ing" definisce «labili» le motivazioni con le quali il Tar del Lazio ha detto no alla aggiudicazione della gara per la progettazione della "Città dellacqua e del benessere" e valuta le modalità con cui contrastare la sentenza. «In seguito alla sentenza che giudico fondata su motivazioni per lo meno labili - spiega lingegnere Sergio Talia, titolare di "Tech Ing", capogruppo mandataria del raggruppamento dimprese vincitrici - preciso che, forte del contratto stipulato con "Eur spa" e successivamente volturato ad "Aquadrome srl", proseguiremo nelle attività di progettazione, per dare alla cittadinanza una nuova centralità urbana, con una struttura moderna, vivibile, ecologicamente sostenibile e che coniuga la fruibilità pubblica con una rivitalizzazione economica del quartiere». La "Tech Ing", inoltre, sta valutando «le modalità con cui andare avanti nelle sedi competenti per tutelare la bontà della nostra idea progettuale rispetto alle proposte presentate dagli altri concorrenti. Queste ultime infatti, non sono state giudicate realizzabili in quanto non rispettavano per larea interessata laccordo di programma Eur spa-Comune di Roma».
ROMA - Ex Velodromo, il Tar annulla il concorso stop al progetto della "Città dellacqua" allEur
Una sentenza del Tar del Lazio ha invalidato il concorso per la realizzazione della Città dell'Acqua e del Benessere nell'area del Velodromo dell'Eur. Il progetto, presentato dall'architetto Salvatore Re, prevede piscine, alberghi, centri benessere, scuole e centri inseriti nel verde esistente. Re ha presentato un ricorso contro la decisione della commissione giudicatrice, che aveva escluso il suo progetto per vizio formale nella documentazione. Il Tar ha poi deciso di rimandare la discussione, ma la sentenza ha dato ragione a Re.
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