: stando a quanto riportato dalle Agenzie di Stampa Adnkronos ed Asca del 9.3.2009 (poi ripreso da molti mass media), è quanto si legge sulla pergamena con la quale il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha impegnato il Comune di Roma ad intitolare a Benedetto XVI il Polo di formazione e recupero dei giovani. Per il quotidiano "la Repubblica" del 10.3.2009 : l'avvenuta "donazione" della pergamena è confermata anche dal quotidiano "Il Messaggero" del 10.3.2009 e da diversi altri mass media. Ne deriva che di certo il Sindaco di Roma ha "donato" al Papa una pergamena. Ma secondo il quotidiano "Il Giornale" del 10.3.2009 . Ne consegue allora che c'è stata da parte del Sindaco di Roma la donazione (di una pergamena) della donazione (di un terreno), con la differenza sostanziale che si sa per ora che la pergamena è stata donata al Papa, ma non si sa a chi sarà donato il terreno sulla Cassia. A tal ultimo riguardo, per l'Agenzia Omniroma la pergamena "certifica" la donazione di un terreno sulla Cassia ad una associazione no profit che provvederà a costruire una struttura, intitolata a Benedetto XVI, e dedicata al recupero di ragazzi in difficoltà: secondo invece l'articolo del quotidiano "Corriere della Sera" del 10.3.2009 si tratta del . Considerate le precedenti assegnazioni alle Cooperative Sociali "Insieme 2000" ed "Essere Lazio", che non hanno raggiunto affatto i loro scopi "sociali", c'è da chiedersi legittimamente con quali criteri stavolta il Comune di Roma privilegierà una o più di queste associazioni Onlus. Indipendentemente da quali saranno le associazioni prescelte dal Comune di Roma, che non saranno comunque a fini di lucro e non potranno quindi disporre di sufficienti capitali per costruire, sorge spontanea la domanda su chi finanzierà la realizzazione di . Scavalcando del tutto la risposta al suddetto interrogativo, il sito www.julienews.it dà addirittura come notizia delle ore 14,27 del 9.3.2009 il "Via ai lavori per il centro di recupero di via Inviolatella". Nonostante che l'area dei 13 ettari dell'Inviolatella ricada all'interno della perimetrazione provvisoria del Parco di Veio, dove vige il divieto assoluto di edificare, l'articolo del quotidiano "Corriere della Sera" del 10.3.2009 riporta la dichiarazione del Sindaco Alemanno secondo cui : oltre alla "donazione" addirittura del terreno al Papa, ancorché "simbolica", se ne deduce un preciso programma edilizio da parte del Sindaco. Sorge a questo punto ancor più pressante la domanda su "come" il Sindaco del Comune di Roma pensa di riuscire ugualmente a costruire. Lo stesso articolo del quotidiano "Corriere della Sera" del 10.3.2009 riporta l'assicurazione del Sindaco che : evidentemente il Sindaco non è stato ben informato della esatta ubicazione di via dell'Inviolatella Borghese, che molto inopportunamente è stata espressamente citata nella pergamena donata al Papa, lasciando purtroppo alla storia un documento che "certifica" la volontà di costruire dentro il Parco di Veio per rispettare l'impegno assunto di intitolare al Papa qualcosa di concreto. Ma non si fermano qui le gaffes che ha commesso il Sindaco di Roma con le dichiarazioni rilasciate alle varie testate giornalistiche, presumibilmente per colpa delle informazioni inesatte che gli sono state fornite dal suo staff. L'articolo del quotidiano "l'Unità" del 10.3.2009 evidenzia infatti nel titolo di testa che e riporta l'assicurazione dell'On. Gianni Alemanno secondo cui : al Sindaco non è stato detto che l'attuale destinazione "urbanistica" dell'area di 13 ettari è quella a "Verde Pubblico" (ex zona "N") per la quale il rispetto della relativa normativa comporta l'impossibilità di realizzare il "polo specializzato" che si è invece impegnato a costruire proprio lì. L'articolo del quotidiano "Corriere della Sera" del 10.3.2009 riporta una ulteriore assicurazione del Sindaco secondo cui : anche a tale riguardo, nessuno si è preoccupato di avvisare il Sindaco che la tutela di tutti i vincoli a cui è soggetta l'area di 13 ettari comporta a maggior ragione il divieto assoluto di edificabilità. L'articolo del quotidiano "la Repubblica" del 10.3.2009, che ha ripreso il comunicato stampa emanato ieri dal sottoscritto a nome di VAS, titolando che per cui c'è stato uno perché , riporta in basso un trafiletto secondo cui . L'attuale normativa in vigore prevede infatti sul piano del "metodo" l'effettiva possibilità di deroga dalle "misure di salvaguardia" del Parco di Veio, che può essere autorizzata dal Presidente della Giunta Regionale del Lazio, previo parere del Consiglio Direttivo dell'Ente Parco di Veio e dei soggetti istituzionali preposti, che lo staff del Sindaco non si è minimamente preoccupato di sentire prima: l'articolo del quotidiano "la Repubblica" del 10.3.2009 riporta la dichiarazione dell'Assessore all'Urbanistica della Regione Lazio, On. Esterino Montino, secondo cui e che precisa comunque, in quanto competente al rilascio della "autorizzazione paesistica" sull'eventuale progetto del "polo specializzato" dell'Inviolatella, che . Sul piano sempre del "metodo" non risulta che siano stati preventivamente sentiti nemmeno l'Assessore all'Ambiente della Regione Lazio, On. Filiberto Zaratti (cui compete il controllo sulla tutela del Parco di Veio), l'Ente Parco di Veio (cui compete il rilascio del nulla osta sempre sul progetto del "polo specializzato" dell'Inviolatella), la Soprintendenza Archeologica di Roma e la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per il Comune di Roma (cui compete congiuntamente la ratifica o meno della "autorizzazione paesistica" rilasciata dalla Regione). Sul piano del "merito" l'autorizzazione alla deroga deve comunque avvenire con provvedimento motivato e solo in caso di necessità ed urgenza e per ragioni di pubblica sicurezza, che quindi non si ravvisano nella maniera più assoluta per il caso in questione. Anche volendo, l'On. Piero Marrazzo non potrebbe a maggior ragione autorizzare la deroga dalle "misure di salvaguardia" se non altro perché nemmeno pochi mesi fa l'ha dovuta negare con le stesse ragioni (cioè mancanza assoluta dei presupposti) per un intervento di pari finalità sociale (asilo nido) che si voleva realizzare in un'area contigua, sempre all'interno del Parco di Veio, che risulta ricompresa tra il Fosso dell'Acquatraversa, via Vilfredo Pareto e via Cassia Nuova. Una ragione in più per non concedere la deroga dalle "misure di salvaguardia" viene dal fatto che l'Ente Parco di Veio è in procinto di adottare il Piano di Assetto, che con le sue Norme di attuazione verrà a sostituire proprio le "misure di salvaguardia", per cui l'approvazione anticipata del progetto del "polo specializzato" dell'Inviolatella costruirebbe una imposizione dall'alto di scelte che spettano invece al Consiglio Direttivo dell'Ente Parco di Veio. Per realizzare a tutti i costi un "polo specializzato" all'Inviolatella si dovrebbe "derogare" da tutti i vincoli che gravano sull'area dei 13 ettari, a partire dal Parco di Veio, decidendo in sede di adozione del Piano di Assetto la scucitura dell'area dei 13 ettari con una perimetrazione definitiva arretrata: ma questa "operazione", che non potrebbe essere giustificata nella maniera più assoluta, a maggior ragione perché richiesta da una associazione che rimane comunque privata (benché no profit), non sarebbe comunque sufficiente a far costruire. Bisognerebbe infatti cancellare poi anche la destinazione a "Verde Pubblico" per far diventare urbanisticamente edificabile l'area di 13 ettari dell'Inviolatella. Quand'anche si riuscisse a fare anche questa 2 operazione, l'area di 13 ettari rimarrebbe ancora indeficabile per causa dei vincoli paesaggistici, imposti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con appositi decreti, che andrebbero quindi annullati, cancellando contestualmente anche le prescrizioni di indeficabilità dettate dal Piano Territoriale Paesistico n. 157 "Veio-Cesano" (definitivamente approvato) e dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (attualmente in fase di adozione). Se si arrivasse per assurdo a tutto questo, ci sarebbe seriamente da chiedersi dove sta più quel rispetto della legalità, che ha ribadito lo stesso Sommo Pontefice proprio nel discorso fatto in Campidoglio. Rimane a questo punto l'impegno assunto dal Comune di Roma ad intitolare a "Benedetto XVI" un centro, che è stato "stampato" sulla pergamena regalata al Papa, dove in modo del tutto inopportuno è stato irreversibilmente "sancito" che deve essere per forza realizzato in via dell'Inviolatella Borghese, impedendo così del tutto di fare marcia indietro. Come farà ora il Comune di Roma a rimangiarsi l'impegno assunto, per uscire da una situazione in cui è andato ad incastrarsi per "ignoranza" (nel senso non offensivo di chi non sa dello staff del Sindaco, che era invece obbligato a sapere, dato che la legge non ammette per l'appunto ignoranza da parte di nessuno) ? A togliere il Comune di Roma da tale imbarazzo in cui è andato a ficcarsi potrà essere ormai solo e soltanto lo stesso Sommo Pontefice, che nel rispetto da parte dell'uomo non solo della legalità, ma anche e soprattutto della natura (che anche di recente è tornato a predicare), potrà (se non dovrà) a questo punto accettare ugualmente che gli si intitoli "un polo specializzato per la formazione e il recupero della gioventù disagiata e dei ragazzi rom" che non sia però realizzato in via dell'Inviolatella Borghese dentro il Parco di Veio, ma in un luogo più opportuno, dove ne sia comunque consentita l'edificazione. In forza delle regole del nostro Stato di Diritto la difesa del paesaggio è un valore costituzionale sancito dall'art. 9 che viene quindi prima dell'interesse sociale ad aiutare i disagiati, a maggior ragione perché non vi si rinuncia, dal momento che lo si può raggiungere ugualmente da un'altra parte. La natura non si può spostare: le opere dell'uomo sì!
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10 Marzo 2009
ALEMANNO, IL PAPA E L'INVIOLATELLA: IL GIALLO DELLA DONAZIONE DELLA DONAZIONE
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Rodolfo Bosi
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Bene culturale
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NON È EDIFICABILE L'AREA DI 13 ETTARI DELL'INVIOLATELLA CHE IL SINDACO DI ROMA VUOLE REGALARE AL PAPA
www.vejo.it · 13 Mar 2009
ALEMANNO, IL PAPA E L'INVIOLATELLA: CONSEGNATA L'AREA DI 13 ETTARI
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