LA POLEMICA «Sono anni che mi fate sempre la stessa domanda, sono anni che vi dò sempre la stessa risposta. Musei e parchi restano chiusi a Pasquetta per evitare l'invasione di comitive incivili che sporcano e danneggiano i monumenti. Nel 2003 ho fatto un'eccezione per Castel Sant'Elmo, e me ne sono pentito: il cortile era un spettacolo indecoroso di tavolini, tovaglie e fiaschi di vino. Il servizio di vigilanza? Io non ce l'ho, un servizio di vigilanza». Così il soprintendente Nicola Spinosa motiva la blindatura dei siti d'arte di sua competenza (Capodimonte, San Martino, Sant'Elmo, Pignatelli, Duca di Martina e Villa Floridiana) nel giorno di lunedì in Albis. Dai lavoratori, però, si apprende una verità diversa. Si sente dire che non è stato raggiunto un accordo per il pagamento degli straordinari; che molti dipendenti sono ancora in attesa delle spettanze maturate l'anno scorso; che in sede ministeriale era stata siglata un'intesa per il finanziamento dell'apertura nei festivi (firmata da Cigl e Cisl e respinta dagli altri sindacati perché non erano in calendario 25 aprile, 2 giugno e il prolungamento serale) ma che, al momento, in cassa non c'è nulla. Il ministero per i beni culturali, sollecitato dal sindacato autonomo Flp-Bac-Usae, invia una lettera al soprintendente per ricordare che «l'amministrazione ha autorizzato tutti gli istituti centrali e periferici a effettuare anticipazioni sulla contabilità speciale per il pagamento delle indennità per i progetti di apertura ampliata del 2004 e per le spettanze del 2003»; in altre parole, invita Spinosa a dar fondo a tutte le scorte per sostenere le spese di quest'anno e azzerare le voci in sospeso. «Si sta ripresentando lo stesso scenario della scorsa Pasqua, quando ci fu un lungo braccio di ferro sulla questione arretrati - spiega Renato Petra, segretario regionale Flp-Usae - e pure stavolta manca davvero poco alla proclamazione dello stato d'agitazione, che potrebbe coinvolgere anche l'Archeologico». Esattamente un anno fa, nel pieno della vertenza, molti musei restavano inaccessibili perché i dipendenti erano riuniti in assemblea e i turisti, costretti a lunghe attese davanti ai cancelli, davano vita a una vivace protesta. La situazione venne sbloccata appena in tempo, quando già si temeva un impatto devastante sul «Maggio». Sia l'allarme pic-nic o la questione sindacale, il problema resta aperto e continua ad alimentare polemiche. «Mi pare assurdo, e addirittura offensivo nei confronti dei visitatori, negare l'accesso nei parchi e nei musei perché qualcuno potrebbe comportarsi in maniera incivile - commenta Dario Scalabrini, presidente dell'Ente proviciale turismo - mettere in piedi un valido sistema di controllo non è poi così difficile. Se il soprintendente non dispone di personale da adibire al servizio di vigilanza può sempre chiedere il sostegno dei volontari della protezione civile. Quanto al fattore economico, questo Ente è in grado di intervenire con un finanziamento purché venga chiamato in causa per tempo e consultato in fase di programmazione dei turni di lavoro». Mentre Nicola Oddati, assessore comunale al turismo, torna a rimarcare la sua contrarietà «alla scelta del ministero e della soprintendenza di tenere chiusi i musei nel giorno di Pasquetta». Dai Verdi, intanto, una serie di raccomandazioni per chi ha in programma una gita nelle oasi protette. Questo il decalogo del perfetto visitatore: non raccogliere fiori, non spezzare rami e non rovinare gli alberi con tagli e incisioni; non disturbare gli animali selvatici; percorrere i sentieri a piedi, in bicicletta o a cavallo senza utilizzare veicoli a motore; non accendere fuochi; non abbandonare rifiuti, evitare rumori e schiamazzi; non danneggiare le siepi, non raccogliere i prodotti del sottobosco; segnalare alla polizia comportamenti vandalici e danneggiamenti; informarsi sull'area da visitare; portare binocolo e macchina fotografica; acquistare prodotti locali.
Pasquetta senza arte. Critiche a Spinosa
Il ministero per i beni culturali ha inviato una lettera al soprintendente Nicola Spinosa per ricordare che l'amministrazione ha autorizzato tutti gli istituti centrali e periferici a effettuare anticipazioni sulla contabilità speciale per il pagamento delle indennità per i progetti di apertura ampliata del 2004 e per le spettanze del 2003. Il soprintendente è stato invitato a dar fondo a tutte le scorte per sostenere le spese di quest'anno e azzerare le voci in sospeso. La situazione è simile a quella della scorsa Pasqua, quando ci fu un lungo braccio di ferro sulla questione arretrati.
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