Allarme degrado! Disastro del Colosseo! Al Pincio non si muove niente! Sit-in contro Bertolaso nominato commissario per le aree archeologiche in pericolo! Sovrintendenti sul piede di guerra! E... dulcis in fundo, Berlusconi si frega tre statue romane! Questo, in sintesi estrema, il tono dei titoli che abbiamo letto sui giornali negli ultimi mesi. Se poi si andassero a monitorizzare le dichiarazioni dei politici la faccenda diventerebbe ancora pi surreale. Per rendere l'idea basta citare l'ultima in ordine di tempo che paventa un altro sacco di Roma . Non vale veramente la pena confutare una per una le accuse e gli allarmi di cui sopra: obbiettare che, se il degrado nell'area archeologica romana è giunto al punto da mettere a rischio la sua integrità strutturale, c'è bisogno di qualcuno, come Guido Bertolaso, in grado di gestire le emergenze visto che fino ad ora, evidentemente, le sovrintendenze non hanno potuto o saputo farlo, sembra semplice buon senso, e anzi ci sarebbe da congratularsi con il sottosegretario Francesco Giro che si è dato da fare in questo senso convincendo della bontà del provvedimento anche il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. E invece no. Sembra che un commissario straordinario, che per un po' metta al servizio dei nostri beni archeologici in pericolo la sua esperienza in fatto di disastri, e un po' di poteri altrettanto straordinari, sia una irreparabile offesa alle sovrintendenze, una dannata e pericolosa ingerenza in affari gelosamente gestiti finora con evidente scarso successo. (...) (...) Non si tratta, si badi bene, di accusare i sovrintendenti di incapacità si tratta, invece, di dar loro l'opportunità di avvalersi del contributo d. qualcuno che pu aiutarli. Non credo che Bertolaso si metterà a discutere se un capitello o un criptoportico siano da tutelare o di sacrificare in nome di non saprei quale operazione, così come non credo che pretenderà di dir la sua su questioni strettamente culturali tecniche riguardanti l'area archeologica. A quanto si capisce il commissario si dedicherà a organizzare e gestire la pratica del risanamento utilizzando mezzi ed esperienza accumulati sul campo. Purtroppo in questo paese la pratica degli orticelli gelosamente coltivati anche a discapito del risultato è così incancrenita da far perdere di vista l'obbiettività e la serenità di giudizio. Eclatante il caso assurdo, paradossale, incredibile e penoso della polemica sulle tre statue romane (tre capolavori di arte antica sottolineanc gli espiriti polemici) che Berlusconi vorrebbe fregare al Museo delle Terme di Diocleziano. Uso il volgar e rozzo termine di fregare perché lr reazioni di certa parte dell'opposizione alla richiesta del capo del Governo sono state tali da far pensare che il Cavaliere quelle statue se le voglia mettere in giardino ad Arcore. I tre marmi in realtà sono stati richiesti per Palazzo Chigi, luogo pubblico, rappresentativo, sede di incontri internazionali, anche se non necessariamente aperto al pubblico il quale peraltro non avrebbe potuto ammirare quei capolavori neppure ne] museo dove sono conservati perché situati in area non visitabile. Per questa richiesta, volta a valorizzare il palazzo dove risiede e lavora il capo del Governo, si è addirittura giunti a paragonare Berlusconi a Napoleone, dimenticando forse che il grande Corso fu l'artefice di una strepitosa, fondamentale e imprescindibile stagione culturale che caratterizza l'intera Europa.