L'apertura della galleria nazionale della Puglia "Girolamo e Rosaria Devanna", che aprirà i battenti il prossimo aprile a Bitonto (Ba), è frutto di un lungo percorso di lavoro iniziato nel 2004 con l'atto di donazione della raccolta e la restituzione alla città del cinquecentesco palazzo Sylos Cal. L'ambizioso progetto ha richiesto in questi armi un notevole sforzo di sinergie e ha coinvolto tutto il personale della soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici della Puglia e le istituzioni periferiche, cui ha corrisposto l'interesse e la pronta adesione della Regione Puglia e dell'amministrazione civica di Bitonto. La città di Bitonto - ha dichiarato Raffaele Valla, sindaco di Bitonto - che vanta straordinarie eredità storiche ed architettoniche si candida, oggi, a diventare una preziosa perla capace di coccolare in modo suggestivo turisti e appassionati della cultura e dell'arte grazie ad un sistema museale articolato e ben assortito, comprendendo insieme alla Galleria nazionale il pi ricco museo diocesano del Mezzogiorno, la Galleria civica d'arte contemporanea ospitata nel restaurato Torrione Angioino, il Museo archeologico dedicato alle tracce che i Peuceti ci hanno lasciato nel VI-III secolo a.C., l'ottocentesco Teatro Tratta scrigno d'arte e simbolo delle capacità progettuali di architetti del calibro di Castellucci . La collezione è composta di acquisti fatti durante decenni, testimonianze della pittura meridionale e straniera, e raccoglie anche lavori che ancora non sono stati attribuiti. L3mportanza del nascente museo è rappresentata dalla peculiarità del suo patrimonio che, per la forte presenza di artisti stranieri, configura come offerta culturale nuova e stimolante rispetto ai tradizionali percorsi d'arte della maggior parte dei musei storici italiani, in forte e quasi esclusiva connessione al territorio di appartenenza. Di grande interesse è la presenza di bozzetti e studi preparatori, di copie e repliche, peculiari di una raccolta di formazione recente e rinveniente tutta dal mercato antiquario e che, specie per i soggetti religiosi della grande pittura controriformata, costituiscono preziosi veicoli di conoscenza e di approfondimenti pe la storia dell'arte. Il percorso di xisita del museo che si articola in 5 sezioni, dal XVI secolo a tutto il Novecento, accoglie circa 229 dipinti e 108 disegni secondo un criterio prevalentemente cronologico, ma in ragione anche dei contesti delle singole opere. Nella sezione dedicata al Cinquecento troviamo artisti del calibro de TI Veronese, El Greco e Giovan Fffippo Criscuolo. Apre il secolo un piccolo gruppo di icone di pittori cretesi da riconnettere a quel fenomeno di circolarità adriatica di manufatti e di maestranze all'indomani della caduta di Costantinopoli in mano turca nel 1453. Tale evento avvi la diaspora di pittori greci nell'Egeo, soprattutto a Candia, parte del dominio veneziano in Oriente . Concludono il percorso alcune opere che allargano all'ambito centro-settentrionale italiano e alla pittura d'Oltralpe le riflessioni sulla cultura figurativa del Secolo a cominciare dal ritratto di San Carlo Borromeo di Giovanni Antonio Figino al San Giovanni Battista del fiammingo Jan Soens. La collezione inoltre presenta qualche bell'esempio di pittura veneta con un Ritratto di gentiluomo , che per l'altissima qualità rinvia allo splendido capitolo della ritrattistica di ambito tizianesco, e l Ecce omo di Leonardo Corona. Ben rappresentati anche i due secoli d'oro della grande pittura barocca del Seicento e, del Settecento. Oltre Artemisia e Orazio Gentileschi, Beinaschi, Lanfranco, Bernardino Mei, autore della bella tavola Cristo deriso , gli studi preparatori e i bozzetti come il modello per la pala del Martirio di sant'Erasmo di Poussin per San Pietro, il Martirio di San Lorenzo di Le Sueur San Pietro liberato dal carcere di Vouet, il Sant'Antonio abate e San Paolo nutriti da un corvo di Fracanzano. Per il Settecento, insieme alla grande scuola, rappresentata, tra gli altri, da De Matteis, De Mura, Falciatore, Giaquinto, Giacinto Diano, Sebastiano Conca, D'Arma e Marian o Rossi, Narici, Batoni e Dilani. Singolare è l'apertura alla grande cultura europea, con Melendez e Lorenzo Tiepolo, Fussli, amilton, Gros Delacroix, von Lenbach, Wintherhlter. Altrettanto singolare è il nucleo di pitture tra Otto e Novecento dove, accanto a dipinti francesi, tedeschi, inglesi e danesi, spicca un cospicuo numero di opere italiane di ambito essenzialmente meridionale, con uno sguardo particolare agli artisti napoletani e pugliesi da Giovanni Roma a Giuseppe De Nittis, da Domenico Moreffi a Giuseppe Casciaro, a Francesco Netti, da Federico Rossano a Francesco Speranza, da Salvatore Fergola a Michele Cammarano, a Mancineffi, infine i numerosissimi disegni. Relativamente all'arte contemporanea, accanto ad alcuni rappresentanti delle avanguardie storiche - Bernard, De Carolis, Sartorio, Marasco - sono da registrare le singolari presenze di Joseph Stella e Beatrice Wood. Ai disegni, che richiedono una diversa modalità di fruizione e di salvaguardia, e ai dipinti, che si è deciso al momento di non esporre, saranno dedicati un ambiente attrezzato con cassettiere idonee per la corretta conservazione, la consultazione e lo studio, postazioni informatiche per interrogare la banca dati dell'intera collezione, infine depositi attrezzati e visitabili.
PUGLIA - Viaggio nella Galleria nazionale della Puglia
La galleria nazionale della Puglia "Girolamo e Rosaria Devanna" si apre il prossimo aprile a Bitonto (Ba). Il progetto è stato realizzato grazie al lavoro di sinergia tra il personale della soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici della Puglia e le istituzioni periferiche. La città di Bitonto vanta una ricca eredità storica e architettonica e si candida a diventare una perla turistica grazie al sistema museale articolato. La collezione della galleria nazionale è composta di acquisti fatti durante decenni e include opere di artisti stranieri e meridionali.
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