Le proteste si sono levate dal mondo dell'archeologia, della cultura e anche da parte del Pd. I motivi di questa contrarietà sono semplici: allentamento della tutela ai beni culturali, divisione tra il patrimonio ricco, su cui possono vero e dunque non capace di produrre danaro, disinteresse per il paesaggio con il piano casa, l'abusivismo legalizzato». C'è stata una certa sorpresa nel Pd per Il nulla osta della Regione. «Non posso negare che avrei gradito una maggiore coordinazione e condivisione da parte del presidente Marrazzo: la sua mi è sembrata una decisione un po' solitaria, perci è stato importante che abbia precisato che si è trattato di un atto dovuto. Ma non sbagliamo tiro, il commissariamento è una iniziativa del governo e del Comune: non della Regione». Tutto qui? «Marrazzo in realtà ha posto alcune condizioni al suo nulla osta: personalmente prima di dare l'assenso avrei voluto prima vedere la stesura definitiva del dispositivo di commissariamento». Ora cosa farete? «Continueremo la nostra protesta, che si sta estendendo anche ai musei, visto che rischiano di non poter pagare gli stipendi dei loro dipendenti a causa dei tagli del governo, senza considerare la riforma complessiva del ministero della Cultura, che ne svilisce le prerogative. L'8 aprile ci sarà una iniziativa nazionale del Pd a Roma per la cultura cui investire i privati, e patrimonio po parteciperà anche Franceschini».