Resto profondamente contraria al commissariamento dell'area archeologica che non è un intervento straordinario ma proprietario, di vera appropriazione. Tuttavia il presidente della Regione nel suo nulla osta ha messo una serie di importanti condizioni - Quali? «L'assenso è stato dato da Marrazzo con la richiesta che non vengano toccate le prerogative delle soprintendenze, che il commissariamento sia breve e a tempo determinato, che non siano presenti assessori del Comune di Roma che si possano trovare nella situazione di essere controlbn e controllati. Sarebbe il caso di Marco Corsini, se come assessore all'Urbanistica di Roma sarebbe divenuto vicecommissario. Sarebbe una situazione davvero imbarazzante». In pratica cosa chiedete? «Politicamente è la linea della riduzione del danno: il ruolo della Soprintendenza resta, nessun intervento dovrebbe potersi avvalere del tanto temuto silenzio assenso. Mi auguro che prima di chiedere il commissariainento la Protezione Civile abbia compiuto dei sopralluoghi». Un intervento definito urgente per il pericolo di crolli: dal Fori fino a Ostia tutto gi per terra? «Il commissariamento si presenta molto contraddittorio, per capire quanto bisognerà leggerne il dispositivo. Come assessore nego che nella zona archeologica di Roma ci sia un terribile degrado: servono lavori di manutenzione, ma i progetti ci sono, quello che manca sono gli stanziamenti dello stato che ne permettano la realizzazione».