NAPOLI (cc) - Arrivano le prove di idoneità per il riconoscimento della figura dei restauratori artistici. Il regolamento è stato approvato dal Consiglio di Stato e a dicembre scorso è stato trasmesso al ministero dei Beni culturali. E' imminente la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. In Italia sono interessati circa ventimila ragazzi. In Campania sono milleduecento i precari dell'arte , 700 nella provincia di Napoli, 200 sul territorio di Caserta. il 90 sono donne. Sono costretti ad operare nella precarietà e senza riconoscimenti professionali. Eppure svolgono un molo fondamentale in difesa delle memorie storiche': recuperano statue, affreschi, monumenti, reperti archeologici. La novità, interessa tutti coloro che hanno finora esercitato la professione del restauro ma non possiedono i titoli indicati dall'articolo 182 del Codice dei beni culturali per acquisire invia automatica il titolo di restauratore. Il regolamento prevede che la prova di idoneità sia articolata su tre prove: la prima consiste in un test di cento quesiti a risposta multipla (le domande sono inerenti alla professione); con la seconda si chiede ai candidati di progettare un intervento di restauro su un manufatto; la terza, anche questa di carattere teorico-pratico, attiene all'ambito di competenza scelto dall'aspirante restauratore. Per accedere alla seconda e terza prova il candidato deve riportare un punteggio di almeno 70100. L'idoneità viene riconosciuta a chi riporta, anche nella terza prova, un punteggio di almeno 70100. Se, invece, il punteggio della terza prova è inferiore, ma è almeno di 50100, il candidato acquisisce la qualifica di collaboratore restauratore di beni culturali. Poiché la valutazione dei curriculum, prima dell'esame, risulterebbe un lavoro estremamente lungo, si prevede di far partecipare alla prima prova tutti coloro che si iscriveranno. Qualora gli operatori ritenessero di possedere già i titoli per l'attestazione della qualifica, essi potranno comunque, in un secondo momento, farsi valutare la documentazione prodotta a prescindere dall'esame di idoneità. I ministeri dei beni culturali e dell'istruzione definiranno e regolarizzeranno anche gli standard formativi: l'insegnamento del restauro sarà impartito solo da istituti pubblici (Istituti centrali, Accademie delle Belle Arti e Università) e strutture private accreditate dal Ministero cioè in grado di impartire una formazione nel rispetto degli standard definiti dal ministero dei Beni Culturali, garantendo i livelli di qualità stabiliti. Rimangono aperti alcuni problemi. Come sarà scelta la commissione di esame che dovrà valutare le prove svolte? Come sarà gestita e organizzata la prima prova per cui si prevedono circa ventimila partecipanti? Dove si terranno le prove? - spiega Anna De Biase presidente dell'Associazione Il Mosaico' - Rimaniamo in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del bando d'esame e delle regole stabilite dal regolamento attuativo.