Allarghiamoci. La parola magica che dovrebbe rilanciare l'edilizia è quella, la possibilità di aumentare di un quinto il volume della propria casa, senza troppe complicazioni. Ma nel piano casa è anche prevista un'altra opportunità: abbatto, ricostruisco e la casa cresce del 30 per cento. Senza dimenticare che nella filigrana del provvedimento si riesce a leggere anche una parola proibitissima: sanatoria. In queste pagine c'è il quadro della situazione e degli interventi possibili. Non c'è ancora un testo di legge ufficiale, maufficiali sono le dichiarazioni di parte governativa che indicano nel disegno di legge della Regione Veneto lo stampo originale della norma, pi altre modifiche ai codici dei Beni culturali e dell'Edilizia. Il nuovo contesto normativo, perciò, sarà il risultato di una partita a tre: gli interventi legislativi del Governo, quelli delle Regioni e le regole dettate a livello comunale.si veda l'altro articolo in questa pagina). Secondo il modello Veneto , anzitutto sarà possibile ampliare del 20 la volumetria abitativa, purché non osti la legislazione vincolistica. Secondo le anticipazioni sul testo allo studio del Governo, l'unico limite sarebbe costituito dal non arrecare «danno ai beni tutelati». I primi a beneficiare della possibilità di ampliamento saranno i proprietari di ville e vilette: un potenziale importante, pari a circa 9 milioni di edifici. La gamma degli interventi possibili va dalla costruzione di nuove stanze alla chiusura di portici e verande, ma comprende anche la trasformazione del sottotetto e la creazione di tavernette o locali di servizio (si veda il disegno accanto). Alcune opere come la realizzazione di verande e sopraelevazioni potranno interessare anche i condomini, purché naturalmente ci sia accordo su sicurezza statica e decoro architettonico (si veda a pagina 2). Poi ci sono le demolizioni con ricostruzione: con oltre due milioni di immobili abbandonati e fatiscenti potenzialmente interessati, questo potrebbe essere un volano importante per la ripresa dell'edilizia, incoraggiata dal premio del 30 in pi . Case ex rurali, vecchi immobili di periferia e altri edifici simili potrebbero risorgere con discreto vantaggio economico per i costruttori. Ma il mercato è pronto ad assorbirli? La nuova normativa sugli incrementi di volumi e superfici dovrà passare due step: il primo, quello del recepimento da parte delle Regioni. Per ora il consenso, più o meno esplicito, viene da Veneto, Sardegna, Lombardia e Calabria. Contrarie o dubbiose Puglia, Marche, Sicilia, Lazio, Toscana. In silenziosa attesa le altre. Nel secondo step, invece, entreranno in scena i Comuni, con la possibilità di dichiarare off limits determinate zone del proprio territorio. Accanto al testo base che il Governo proporrà alle Regioni ci sarà l'intervento sui codici dei Beni culturali e dell'Edilizia, che stando alle anticipazioni circolate la scorsa settimana conterrà anche un'importante semplificazione: di fatto basterà un'asseverazione giurata del professionista per iniziare a costruire, abbattendo i tempi di attesa. E per la demolizione con ricostruzione basterà la Dichiarazione d'inizio attività (Dia). Per la sicurezza e la trasparenza del mercato immobiliare dovrebbe poi essere introdotto il Fascicolo delfabbricato, una carta d'identità con i connotati costruttivi e impiantistici e catastali dell'immobile. Infine c'è la regolarizzazione del passato: anche nel 1994, la legge «padroni in casa propria», che semplificava le procedure edilizie, aveva aperto la strada al condono (ripetuto nel 2003). Con le nuove regole si potrà allargare il proprio immobile, purché ultimato entro il 2008. Secondo le prime indicazioni, una norma potrebbe prevedere che «l'accertamento postumo di conformità» sia sempre possibile anche per opere realizzate in un momento in cui erano vietate. Estremizzando il ragionamento, gli allargamenti (purché entro i limiti deI 20) e le demolizioni con ricostruzione senza permesso (purché con aumenti entro il 30) potrebbero essere di fatto leciti anche se eseguiti nel passato, quando erano proibiti nella maggior parte dei casi. Oggi, invece, occorre la conformità alle norme sia del momento in cui le opere erano state eseguite sia a quelle in vigore.