Affari in calo e traffico in tilt: "La Galleria darte moderna non ci ha aiutato" Piazza SantAnna Limponente chiesa fa da sfondo a un viavai di donne che si recano nelle mercerie di piazza SantAnna. Si tratta dei negozi più antichi della piazza, e gli unici a resistere. Tutto intorno il panorama è solo saracinesche abbassate e stradine silenziose. Eppure, quando nel dicembre 2005 fu aperta la Galleria di arte moderna in quello che era il convento di SantAnna, quella zona di Palermo passata alla storia per essere stata il palcoscenico di scontri risorgimentali e poi mercato popolare, sperava in un miglioramento. Che invece non cè stato. «Quando aprì il museo cera una gran confusione», racconta Salvatore, proprietario da 15 anni di un bar, il Caffè degli Aragonesi, nei pressi della piazza. «Per i primi due o tre mesi, quando lingresso era gratuito - dice - le auto erano così tante che si creavano file lunghissime. Ma tutto durò poco. Poi il prezzo del biglietto fu fissato a sette euro e la gente cominciò ad affluire sempre meno. Siamo convinti che il costo per visitare la galleria sia elevato, e a pensarlo sono tutti i commercianti della zona. Un prezzo più modico porterebbe maggiore affluenza, ci sarebbe continuità nelle visite. E questo sarebbe anche un aspetto positivo per noi: durante i primi mesi di vita del museo lavoravamo bene, ora non più». Storia di una rinascita che diventa storia di una delusione. «La faccia del quartiere non è cambiata con la presenza del museo» racconta Flavia Petrì, titolare di una delle mercerie della piazza. «La zona è migliorata nellaspetto, ma la qualità della vita è rimasta uguale. E per le nostre attività non cè stato nessun tipo di incremento». Anzi, i negozianti lamentano disagi: «Ci sono giorni che arrivo in piazza con lauto e scopro che non posso parcheggiare per tutta la giornata», continua Flavia. «Quando qualche autorità è in visita al museo, il divieto di sosta vige per tutto il giorno. E questo causa non pochi disagi. Con una migliore organizzazione, potrei essere avvisata almeno un giorno prima e potrei prendere volentieri lautobus per raggiungere il mio negozio». Dello stesso parere Michele Gullo, anche lui titolare di una merceria: «Da quando cè il museo, la situazione è solo peggiorata. Ci sono giorni in cui la piazza deve essere completamente libera. È un disagio non solo per me ma anche per i miei clienti». La tanto attesa svolta, così, non è arrivata. E il florido passato di piazza SantAnna oggi può solo essere rievocato. «Ho lavorato per 34 anni in una delle cartolerie più antiche di Palermo, la cartoleria Mammana nata nel 1855 - racconta Nino - Poi la crisi è arrivata anche qui. Non si lavorava più come una volta. Così, la nipote di Antonino Mammana, fondatore del negozio, decise tre anni fa di chiudere. È stato un peccato: vendevamo di tutto e ovunque, con spedizioni fino a Ustica e Lampedusa. Adesso ho una cartoleria mia, sempre nei pressi del vecchio negozio e nemmeno per me le cose vanno bene. Basta guardarsi intorno per capirlo. Tutti i negozi importanti della zona a poco a poco sono scomparsi, come Tarantino Abbigliamento. Siamo rimasti in pochi. Si va avanti con lentusiasmo, ma non perché ne valga la pena». Nino racconta anche che i commercianti della zona hanno tentato di fare qualcosa per reagire a questa situazione: «Circa un anno fa, commercianti e gestori di bed and breakfast ci siamo riuniti, per cercare di trovare una soluzione, per trovare un modo per pubblicizzare la zona e per incoraggiare la gente a frequentare di nuovo la piazza. Ma diverse opinioni e posizioni hanno fatto fallire questo tentativo. Non abbiamo raggiunto nessun accordo e adesso io, che sono qui da stamattina alle sette, non ho visto arrivare nemmeno un cliente». Spopolamento, affitti troppo alti, assenza di attenzione da parte delle istituzioni: tutte concause di una crisi che oggi è difficile da affrontare. «Io sono nato e cresciuto qui - continua Salvatore - e vivendo nella zona per 45 anni, ho notato le differenze tra il passato e il presente. Prima arrivava anche gente dai paesi vicini. Adesso è una fortuna se passa qualche turista. Ci vorrebbe una vera e propria rivalutazione della zona e anche degli aiuti per chi voglia aprire qui delle attività commerciali. La gente da sola non ce la fa». Ma la differenza tra il presente e il passato non sta solo nelleconomia. Lo fa notare Pietro, restauratore e abitante del quartiere: «Non cè più cura per dettagli storici che sono funzionali. Un esempio è lacciottolato di queste strade. Era bellissimo, con enormi massi incastrati uno accanto allaltro. Oggi non ci sono più le maestranze di una volta e i lavori di riparazione delle strade vengono fatti con superficialità. I massi vengono spostati e ricollocati senza rispettare i giusti criteri. Ora quando piove si formano dei veri e propri laghi. Così abbiamo due effetti: uno scempio artistico e un problema di manutenzione». Le speranze adesso vengono riposte nellHotel Patria, storica sede della trattoria Stella, dove già da tempo sono stati completati i lavori per la realizzazione di un ostello universitario. «Si diceva che lostello sarebbe entrato in funzione a novembre - dice Nino - ma invece non è successo niente e non sappiamo perché. Certo, con la presenza di studenti nel quartiere, la situazione potrebbe cambiare». Ma anche questa è solo una speranza.
PALERMO - Le speranze tradite nel rione del museo
Il testo è un articolo di giornale che racconta la storia di una zona di Palermo, Piazza SantAnna, che una volta era un centro commerciale attivo e popolare, ma che oggi è in crisi. La zona è stata affascinata dalla costruzione di una galleria d'arte moderna, ma il costo del biglietto di ingresso è stato troppo alto e la gente non è più venuta. I commercianti della zona lamentano la mancanza di affluenza e la difficoltà di parcheggiare. Alcuni hanno tentato di fare qualcosa per reagire a questa situazione, ma non hanno raggiunto nessun accordo. La zona è anche stata colpita dalla mancanza di cura per dettagli storici, come lacciottolato delle strade.
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