Il progetto di Francesco Taormina, vincitore del concorso di riqualificazione L'ente Parco delle Madonie (www.parcodellemadonie.it) aveva bandito nel 2007 un concorso di idee per riqualificare il proprio territorio degradato, inciso nella sua continuità dai segni sgretolati di quattro cave. L'obiettivo è individuare le strategie per i futuri Piani particolareggiati di recupero, al fine di collocare infrastrutture turistiche, nella zona di Piano Battaglia, Mandria del Conte e Piano Zucchi, a vantaggio del tessuto socio-economico dei comuni siciliani del Parco (oltre a Polizzi Generosa e Castellana Sicula: Scillato, Caltavuturo, Gangi e le Petralie). Vincitore è risultato Francesco Taormina, a capo di un gruppo di tecnici di varia competenza, che comprendeva Natale Allegra, Alessandro Ciaccio, Fabio Cafiso, Ivan Torretta, Gian Vito Graziano, Luciano Fabio Torre, Alessandro Pasquale, Donato La Mela Veca, Leonardo Gennaro. Per il restauro delle cave, grandi scannellature montuose, estranee alla naturalità, bianchi crateri di calcare dolomitico, nella sequenza ondulata di pascoli, boschi e uliveti, essi hanno ritenuto necessario ridefinirne la forma e attualizzarne l'impiego, in modo da non sconvolgere la memoria dei luoghi. Le cave non devono essere nascoste e se ne devono affermare gli aspetti che tengono conto della singolarità dei luoghi. Così il progetto mantiene inalterata la sommità delle pareti, intervenendo alla base e nelle piazzole e le creste, visibili a distanza, appariranno come soglie evocative di fratture tettoniche, simboli di un passato geologico Di sera sarà visibile dal paese l'illuminazione dall'alto, con effetti di luce a cascata, delle pareti di due delle cave. Per la sistemazione delle piazzole si prevede invece un sistema, che sfrutterà la quantità di materiale estratto, lo rimodellerà sul posto, per formare due scarpate contrapposte, trattate per ricostituire la continuità naturale con le aree a verde limitrofe. Vi sarà anche la possibilità di dislocarvi impianti fotovoltaici per la produzione dell'energia, di supporto al realizzando centro visite e di servizi per l'ente Parco a Portella CollaAl centro, tra la scarpata e il terrazzamento, una profonda e larga cavità si presta a essere trasformata, in un bacino d'acqua artificiale, utile serbatoio per gli usi della Protezione civile. Il progetto propone poi di valorizzare le fabbriche un tempo usate per lo smistamento degli inerti e bonificare l'assetto vegetale della loro vicina discarica. Il mantenimento di queste attrezzature presuppone la realizzazione di un museo all'aperto delle cave, di cui potranno fare parte tutti i macchinari rugginosi, dagli imbuti selettivi degli inerti, ai bracci per i nastri trasportatori, per costituire lo scenario di un grande teatro all'aperto, formato da una gradinata con 500 posti, che consentirà assemblee e spettacoli.