Mario Turetta, capo della segreteria del ministro Giuliano Urbani, dovrebbe sostituire prossimamente Pasquale Bruno Malara alla guida dei Beni culturali piemontesi. Per ora lo si dice soltanto, ma da molto tempo e con sempre maggiore insistenza. Torinese, già funzionario della Regione Piemonte, Turetta tornerebbe dunque a casa, mentre per Malara sarebbe pronto, ma sono ancora voci, un nuovo incarico, forse a Roma. L'avvicendamento può essere collegato al nuovo ordinamento dei Beni culturali che entrerà in vigore nei prossimi mesi e prevede nuovi incarichi, di nomina prettamente politica, per i responsabili nelle sedi distaccate regionali. Turetta di fatto un incarico qui in Piemonte già lo ricopre, perché siede da alcuni mesi nel nuovo consiglio di amministrazione del Castello di Rivoli. E a proposito di Rivoli, ieri sono stati presentati nelle sale del secondo piano del Museo di arte contemporanea i restauri dei dipinti del '700 e del primo '800 che fino al 1963 erano rimasti in quegli spazi, ma poi avevano preso altre strade: quelli peggio conservati erano stati ricoverati e quindi recuperati nei laboratori dei restauratori Nicola ad Aramengo, altri, in migliori condizioni, avevano trovato sede in locali di proprietà comunale. Gli uni e gli altri saranno esposti dal 17aprile in due mostre nel Castello e nella Casa del Conte Verde, realizzate dalla Città di Rivoli in collaborazione con la Soprintendenza per il Patrimonio storico artistico e curate da Claudio Bertolotto. Nelle sale dell'ex residenza sabauda faranno ritorno, per restarvi, i dipinti che ornavano in particolare l'Appartamento del Duca d'Aosta: accanto alle sovrapporte con deliziose scene pastorali di Giovenale Bongio vanni si trovano i bassorilievi con fiori e cacciagione del Vacca e una serie di cartoni preparatori per arazzi che hanno aiutato la studiosa Mercedes Viale Ferrerò a ricostruire le vicende dell'Arazzeria Reale di Torino. Tra le altre opere esposte, un grande cartone del Molinari su bozzetto del Beaumont, che raffigura la Battaglia di Cunaxa, e ancora Amorini musicanti, paesaggi agresti opera di Cignaroli e Olivero e scene mitologiche attribuite a Luigi Vacca. «L'idea è ora quella di creare all'interno del museo di arte contemporanea una sorta di percorso antico, che ricostruisca le vicende che hanno portato alle decorazioni originarie», dice il curatore Bertolotto. Tra i dipinti in mostra nella Casa del Conte Verde, la grande pala d'altare del martirio di Sant'Òrsola, opera del Comandù, proveniente dalla chiesa di Santa Croce e restaurata di recente con il contributo della Fondazione Crt. All'appuntamento era presente anche il sindaco di Rivoli Antonino Boeti, che ha annunciato il recupero dell'ex convento seicentesco, conosciuto ora come Villa Melano, che confina con la Manica Lunga del Castello: di proprietà del Comune, sarà trasformato in hotel de charme, affidato in comodato a privati e in gestione alla Cisalpina Tours.