Roma. Il primo ad essere adocchiato è il gruppo di Marte e Venere, purtroppo senza mani e dunque «si prega di provvedere al restauro». Poi tocca ad un Piccolo Ercole in veste di Dioniso al quale si chiede di «affiancare qualcosa di femminile» per cui si sceglie una Donna velata. La quarta è la statua acefala di un Togato, per la quale «si dovrebbe trovare una testa». Sono opere importanti di una collezione ospitata in una delle sale del museo delle Terme di Diocleziano chiuse al pubblico per mancanza di fondi, che Silvio Berlusconi intende portare a palazzo Chigi. Ieri Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera, presenta un'interrogazione al ministro Sandro Bondi per avere conferma. Berlusconi - raccontano - ha inviato alle Terme un architetto già a Natale per una prima ricognizione. La lista arriva dopo qualche visita, quando l'architetto si era fatto accompagnare da un fotografo incaricato di immortalare le opere e di riprodurle a grandezza naturale perché il premier le potesse valutare lì dove andranno gli originali. In quella occasione si chiede di sostituire le parti mancanti così che «siano perfette». «Non si tratta - spiega Ghizzoni - di opere accatastate in depositi ma pezzi di una collezione completa, sistemata nelle sale museali e non fruibili dal pubblico solo per mancanza di fondi. Lo shopping per abbellire palazzo Chigi e gratificare un premier, chiunque esso sia, non valorizza le opere ma è un vezzo che rivela la concezione napoleonica dell'appropriazione di quel che piace». Il sovrintendente Angelo Bottini conferma e minimizza: «Non vedo lo scandalo, si tratta di un prestito fino a fine legislatura, come da prassi consolidata». Già che c'era, Ghizzoni ha chiesto a Bondi anche se sia mai stata compilata la lista delle opere non trasferibili promessa a suo tempo dal ministro Francesco Rutelli. Perché l'altra notizia su cui si discute nel mondo dei beni culturali è la decisione di trasferire per un mese al Senato il Pugilatore a riposo - meraviglioso bronzo, custodito anch'esso alle Terme - e i Bronzi di Riace da Reggio Calabria alla Maddalena per il prossimo G8. Chi ha lavorato alla loro "salute" li descrive come fragilissimi, messi in pericolo dallo choc del trasporto. Ma gli esperti hanno già chiesto che imballaggi e movimentazione non vengano affidati, come accade sempre, al massimo ribasso.
Roma. Il primo ad essere adocchiato è il gruppo di Marte e Venere
Il ministro Sandro Bondi è stato interrogato dalla capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera, Manuela Ghizzoni, sulla possibile trasferenza di opere d'arte da una collezione chiuse al pubblico alle Terme di Diocleziano a palazzo Chigi. Le opere, che includono una statua di Marte e Venere, un Piccolo Ercole e una Donna velata, sono state adocchiate senza mani e testa, rispettivamente. Ghizzoni ha chiesto conferma sulla lista delle opere non trasferibili promessa a tempo di guerra dal ministro Francesco Rutelli.
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