Zamberletti: «In ascesa anche la presenza degli stranieri nelle associazioni» La gente ha bisogno di maggiori servizi e gli enti pubblici faticano a soddisfare tutte le richieste Qui interveniamo noi Il nemico da affrontare è duro, ma le spalle sono larghe. Il volontariato resiste alla crisi economica, grazie a nuove formule e a nuovi protagonisti: aumentano le persone impegnate nella difesa dei beni culturali, e si registra un maggior coinvolgimento degli stranieri che «oggi - spiega il presidente del Centro nazionale per il volontariato Giuseppe Zamberletti - capiscono l'importanza della partecipazione, e non si limitano a chiedere soltanto un aiuto». Nonostante le tasche dei pantaloni e le casse delle associazioni siano sempre più vuote, insomma, le "vocazioni" non mancano. Di questo e di altro si è parlato nella riunione del comitato di indirizzo del Centro nazionale per il volontariato, tenutasi in città per la prima volta sotto l'egida di Zamberletti (nominato a fine gennaio al vertice dell'associazione). Ex ministro della protezione civile e dei lavori pubblici, Zamberletti ha raccolto l'eredità di Maria Eletta Martini, oggi presidente onorario. Al suo fianco ci sono quattro vicepresidenti: Maria Pia Bertolucci (componente del coordinamento del Forum nazionale del Terzo settore per le Misericordie e presidente del Centro turistico giovanile), vicepresidente vicario; Patrizio Petrucci (presidente del Cesvot e vicepresidente della Provincia); Rita Cutini della Comunità di Sant'Egidio e, infine, un rappresentante del Cinsedo (Conferenza delle regioni e delle province autonome) da definire. Aldo Intaschi è il direttore e Carlo Ricci il segretario amministrativo. Presidente Zamberletti, il mondo del volontariato tiene botta. Anche e soprattutto a Lucca. «La società civile chiede ogni giorno più servizi, e dato che gli enti pubblici fanno fatica a soddisfare questa domanda, ecco che interveniamo a supporto. È dura, perché anche noi non navighiamo nell'oro. I volontari vedono restringersi il loro tempo libero, il portafoglio è quello che è, e le associazioni faticano a trovare risorse. Ma Lucca ha una storia eccezionale in questo settore, e una storia non si cancella con un periodo di difficoltà, anche se grave». La città resta un caposaldo di questo mondo. «Non c'è dubbio. Qui è nato il volontariato italiano, le Misericordie, le Pubbliche assistenze. E da qui intendiamo rilanciarlo, perché le associazioni lucchesi sono un simbolo per il resto d'Italia. Insomma: se il nostro Centro, che ha scelto qui la sua sede, farà bene, ne trarrà giovamento tutto il movimento nazionale». Come reagisce il terzo settore alle nuove sfide? «Sono in aumento i volontari che intendono lavorare nel campo della cultura. È diffusa, infatti, la sensazione che le ricchezze lasciateci in eredità dalla storia siano un patrimonio messo a rischio dalle carenze dei fondi pubblici. Non solo: gli immigrati, spesso beneficiari dell'impegno di volontari, hanno cominciato a frequentare le strutture come membri attivi. Un aspetto importante per favorire l'integrazione, e per cancellare le differenze in nome di un obiettivo comune». Qual è il fine di un'associazione come la vostra? «Non abbiamo la pretesa di essere un sindacato. È difficile, infatti, rappresentare i desideri e le necessità delle tante realtà disseminate sul territorio. Però la nostra ambizione è quella di diventare un soggetto che possa rappresentare in maniera credibile il nostro mondo, facendo presente alle istituzioni e agli enti pubblici i bisogni del terzo settore». La scarsa collaborazione tra associazioni è un problema annoso. Riuscirete a trovare una sorta di compromesso? «Ci proviamo. L'incapacità di vedere al di là del proprio giardino è un difetto che conosco: quando ero ministro della protezione civile, sembrava impossibile mettere d'accordo i soggetti che lavoravano a livello locale in questo campo. L'ambizione del Centro è trovare una maggior collaborazione e unità d'intenti». Quali sono i vostri prossimi obiettivi? «È necessario un censimento nazionale del volontariato. Troppe volte si sentono sparare dei numeri a caso sui membri di questa o quell'associazione; manca una fotografia seria. A quel punto, quando capiremo su che cifre ci muoviamo, potremo individuare gli strumenti per rafforzare il contributo che diamo ogni giorno alla società civile. Da non sottovalutare, infine, il rapporto con il Cesvot, che approfondiremo per quanto riguarda la formazione degli operatori». Matteo Tuccini
TOSCANA - LUCCA. Più volontari a difesa dei beni culturali
Il presidente del Centro nazionale per il volontariato, Giuseppe Zamberletti, ha sottolineato l'importanza del volontariato nella società civile, nonostante le difficoltà economiche. La presenza degli stranieri nelle associazioni è aumentata, e le persone stanno iniziando a capire l'importanza della partecipazione. Il volontariato è in ascesa, con un maggior coinvolgimento degli stranieri e un aumento dei volontari che lavorano nel campo della cultura. L'associazione ha come obiettivo di rappresentare il terzo settore e di favorire la collaborazione tra le associazioni.
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