SANTA Maria Antiqua è una chiesetta nascosta al centro del Foro romano, per raggiungerla l'ingresso migliore è da largo Romolo e Remo da dove proseguire verso il Palatino fino al Tempio dei Castori, poi voltare a sinistra per un cantiere e si è arrivati. Le precisazioni sono dovute dato che la chiesetta in questione è chiusa da vent'anni ma riapre proprio per Pasqua e soltanto per due mesi. Chiesetta, si fa per dire: gli studiosi di pittura la chiamano la Cappella Sistina del Medioevo con i suoi 250 metri quadri di affreschi e altrettanti di intonaci. E ha una storia incredibile, sepolta com'è stata per mille anni e passa. Un quadriportico, un ampio atrio, un'aula a nord: è il primo edificio cristiano del Foro, costruito nel cuore della città pagana alla metà del VI secolo quando Roma contava appena sedicimila abitanti mentre divampava feroce la guerra greco-gotica. La chiesa venne consacrata al centro dei templi intitolati ai "falsi dei" per diventare la sede di culto della Vergine ad opera di una colonia di monaci in fusa da Bisanzio e nacque riutilizzando parte delle strutture laterizie del complesso architettonico di Domiziano (81-96 a. C.) identificate come vestibolo monumentale dei palazzi imperiali del Palatino. Una vita breve, quella di Santa Maria Antiqua perché nell'847 una frana la seppellisce completamente, la cancella. È il 1900 quando viene riscoperta nell'ambito degli scavi post unitari che rimisero in luce l'insieme del Foro romano: gli archeologi allora si trovarono davanti agli occhi uno spettacolo eccezionale, gli affreschi e gli stucchi di un'epoca in cui infuria l'iconoclastia e le immagini venivano sistematicamente distrutte. «Un unicum per la conoscenza dello sviluppo dell'arte bizantina e altomedievale» lo definiscono Maria Andaloro, docente all'Università della Tuscia e Giuseppe Morganti, l'architetto della Soprintendenza archeologica di Roma responsabile dei lavori. Qui a partire dal 2001 sono stati effettuati interventi di restauro, consolidamento delle pitture, dopo le necessarie indagini diagnostiche che hanno fotografato una situazione ad altissimo rischio a causa delle forti infiltrazioni provenienti dal Palatino a cui è addossata la parete di fondo della chiesa. I restauri saranno "a vista" anche per i visitatori delle prossime settimane: i ponteggi sono ancora montati di fronte al grande abside detto "palinsesto" perché tiene insieme i quattro strati dei diversi papi che lo vollero decorare con le loro storie. Si riconosce comunque Maria Regina in trono che risale alla fase più antica, ed è la prima rappresentazione nota della Vergine Regina. Risale invece alla prima metà del VII l'Annunciazione con il famoso «angelobello». Ancora: le figure dei santi Basilio e Giovanni, affrescate durante il pontificato di Martino I e poi ancora sotto papa Giovanni VII (705-707) è rappresentato san Gregorio Nazianzieno. Sono brani di pittura greca che fanno di Santa Maria Antiqua «la chiesa bizantina per eccellenza» di Roma. Nella cappella di Teodoto a sinistra, gli affreschi nel migliore stato di conservazione e a destra quelle nella cappella dei Santi Medici. L'ultima fase pittorica prima dell'abbandono risale ad Adriano I (772-795). Nell'atrio, i dipinti più recenti sono decorazioni di una cappella dedicata a Sant'Antonio. Un unicum da vedere ma entro il 30 maggio : i finanziamenti finora sono arrivati dal World Monuments Fund e dal Ministero per i Beni culturali poi chissà. Si tratta di un progetto di alta cooperazione scientifica di cui è entusiasta il ministro Giuliano Urbani («Una collaborazione bella, significativa, dai risultati brillanti») e strutturata in tre fasi: diagnosi e progettazione (2001-2002), interventi prioritari (settembre 2002 -giugno 2004) mentre la terza fase dovrà iniziare prossimamente, finanziamenti permettendo. I restauratori dicono che per tenere la chiesa aperta, per farne un monumento vero da visitare sempre, con interventi per il miglioramento delle condizioni microclimatiche, il restauro completo dei dipinti murali e altre superfici architettoniche, servirebbe oltre un milione di euro.