Gabriele si è dimesso anche dal Collegio ambientale, revocati i domiciliari Accolte 5 istanze sulle 7 presentate Il gip: «Il quadro indiziario resta per le gravi e dolose irregolarità commesse» Si è dimesso dal Collegio ambientale di cui faceva parte all'isola del Giglio e ha chiesto e ottenuto la cancellazione dall'albo degli architetti. Vincenzo Gabriele, 42 anni, una delle figure centrali del sodalizio criminale che - secondo il pubblico ministero Stefano Pizza - avrebbe gestito in modo illecito i permessi e le opere di urbanizzazione all'Argentario, ha ottenuto così la revoca degli arresti domiciliari a cui era stato vincolato dal 27 febbraio scorso. Per lui, come per altri quattro indagati che hanno ricevuto uno «sconto» dal giudice per le indagini preliminari Pietro Molino, restano comunque attive misure cautelari alternative. Gabriele, ad esempio, ha l'obbligo di dimora nel Comune di Porto S.Stefano. Come Nazzareno Orsini, titolare di una agenzia immobiliare, che dagli arresti domiciliari ha ottenuto l'obbligo di dimora sempre a Santo Stefano. Si alleggerisce la posizione dell'ingegner Mauro Ghini che dall'obbligo di dimora a cui era stato confinato dovrà presentarsi ogni giorno dai carabinieri per la firma. Passa invece dal divieto di dimora all'obbligo di dimora a Porto Ercole il dentista Giuseppe Di Santi. Per finire al geometra Valerio Pii, che era stato sospeso per due mesi dall'albo, è stata vietato di dimorare all'Argentario. Il giudice ha invece rigettato le richieste presentate dagli avvocati di Antonio Noferi, dipendente dell'ufficio tecnico e Luciano Antonelli che rimangono rispettivamente sospeso dal pubblico ufficio il primo e con il divieto di dimora il secondo. La decisione del giudice è contenuta nella risposta alle istanze avanzate dagli avvocati di sette dei venti indagati accusati a vario titolo di corruzione, falso e abuso d'ufficio. Tra gli indagati della maxi inchiesta che ha fatto tremare uno dei paradisi della Maremma, sono coinvolti anche l'ex vicesindaco e assessore all'urbanistica Massimo Castriconi, il capo dell'ufficio tecnico, ora in pensione, Augusto Donati e l'architetto Angelo Collantoni, che assieme a Gabriele era allo stesso tempo membro del Collegio ambientale e libero professionista che presentava progetti urbanistici al Collegio stesso. Il gip nelle quattro pagine di risposta all'istanza, spiega chiaramente che questa decisione «non muta il quadro indiziario». Anzi. «Gli interrogatori resi dagli indagati non smentiscono le rispettive ipotesi accusatorie per le gravi e dolose irregolarità nella trattazione delle pratiche edilizie e ambientali nel Comune di Monte Argentario». Secondo il pubblico ministero il sodalizio criminale al cui vertice c'era la triade Castriconi-Collontaoni-Gabriele, gestiva le pratiche con la compiacenza del direttore dell'ufficio tecnico Augusto Donati che a sua volta consigliava ai proprietari i modi per velocizzare le loro pratiche e pure come farsi sdebitare. Il tutto con la compiacenza dei dipendenti dell'ufficio tecnico e di una funzionaria della Soprintendenza. Sono quasi duecento le pratiche sospette sequestrate dalla polizia giudiziaria. L'impianto accusatorio si basa su un fascicolo composto da quasi ottomila pagine nelle quali sono contenuti almeno quattro anni di presunti illeciti avvalorati da centinaia di ore di intercettazioni ambientali e telefoniche. Nell'inchiesta sono state sequestrate anche le agende dell'ex vicesindaco dove Castriconi avrebbe appuntato tutti i soldi ricevuti da Gabriele, Collantoni e Donati per un totale, in due anni, di circa 60 mila euro. «Erano solo prestiti», ha risposto l'ex assessore durante l'interrogatorio. Ma il quadro generale che sarebbe emerso dopo aver ascoltato gli indagati lo fa lo stesso gip. «Un quadro - scrive - di reiterati contatti non istituzionali fra i funzionari, i privati cittadini e tecnici. Ossia contatti personali e telefonici talvolta anche in sedi diverse dagli uffici comunali; con toni e atteggiamenti di chiaro favoreggiamento, consiglio e ausilio indebito rispetto alla evidente emergenza di abusi che avrebbe dovuto imporre ancor maggior rispetto delle forme nell'approccio alle pratiche».
TOSCANA - GROSSETO. Indagato fuori dall'albo degli architetti
Vincenzo Gabriele, 42 anni, si è dimesso dal Collegio ambientale di Monte Argentario e ha chiesto e ottenuto la cancellazione dall'albo degli architetti. Ha ottenuto la revoca degli arresti domiciliari a cui era stato vincolato dal 27 febbraio scorso. Restano comunque attive misure cautelari alternative. Gabriele, come altri quattro indagati, ha ricevuto uno sconto dal giudice per le indagini preliminari. Il giudice ha rigettato le richieste presentate dagli avvocati di Antonio Noferi e Luciano Antonelli, rimanendo sospeso dal pubblico ufficio e con il divieto di dimora rispettivamente il primo e il secondo.
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