Restucci contro la famiglia: niente bar e coiffeur in quei locali Non abbiamo previsto attività commerciali, cosa centra lautolavaggio con la produzione lirica? Su questo tema mi aspetto una mobilitazione della città, delle forze politiche e della cultura "Non escludo di presentare un esposto in procura se il mio lavoro sarà danneggiato da scelte incongrue" Larchitetto ha coordinato il pool di tecnici che ha redatto il progetto per la ricostruzione: cera una precisa idea «Non ho prestato la mia opera perché nel Petruzzelli tornassero bar, parrucchieri e non so cosaltro». A tuonare contro la famiglia Messeni Nemagna, e la sua richiesta di tornare al più presto in possesso dei locali attigui al teatro, è larchitetto Amerigo Restucci, vicepresidente della Biennale di Venezia e coordinatore del gruppo di professionisti che ha disegnato il progetto di restauro del politeama. «Avevo letto - spiega Restucci - nel decreto di esproprio una chiara volontà, sia del ministero per i Beni culturali che del Comune di Bari, di rendere il teatro pubblico nella sua totalità». Da qui la fermezza della sua risoluzione: «Laddove si portasse avanti questidea di alienare le parti che, nel progetto di restauro, erano destinate ad attività culturali e musicali, non escluderò la possibilità di tutelare la mia opera depositando un esposto in procura». ANTONIO DI GIACOMO Il Petruzzelli non si tocca. A puntare i piedi, allindomani delle ultime rivendicazioni della famiglia Messeni Nemagna sulla consegna dei locali attigui al teatro, è larchitetto Amerigo Restucci, vicepresidente della Biennale di Venezia e, dulcis in fundo, coordinatore del pool di professionisti che hanno redatto il progetto di restauro del politeama. «Non ho prestato la mia opera - sbotta - perché nel Petruzzelli tornassero bar, parrucchieri e non so cosaltro. Avevo letto nel decreto di esproprio una chiara volontà, sia del ministero per i Beni culturali che del Comune di Bari, di rendere il teatro pubblico nella sua totalità. Liberandosi dunque di quegli orpelli, per usare un eufemismo, come la stazione di servizio, lautolavaggio o il negozio di abbigliamento che erano del tutto incongrui con lidea di un teatro». Così a far saltare adesso dalla sedia Restucci è lipotesi, avanzata da Ascanio Amenduni, legale del 75 per cento della famiglia, di chiedere, qualora la consegna del politeama alla Fondazione slitti ulteriormente, le chiavi dei locali attigui al teatro. «Laddove si portasse avanti questidea di alienare le parti che - spiega larchitetto - nel progetto di restauro erano destinate ad attività culturali e musicali, chiederò una difesa dellidentità culturale del mio lavoro. Non escludo pertanto la possibilità di tutelare la mia opera depositando un esposto in procura». Da qui, senza mezzi termini, la formulazione di un appello. «Questo non è uno sfogo personalistico, anzi dietro queste mie parole mi aspetterei una mobilitazione dei cittadini e delle forze politiche e culturali baresi. Stare fermi non giova né al teatro né alla città». Perché, insiste Restucci, quegli spazi oggi richiesti dalla famiglia per essere nuovamente destinati ad attività commerciali sono stati pensati in funzione della vita nuova del teatro. «È stato il punto di partenza - insiste - per la redazione del progetto. Al posto del Dona Flor avevamo immaginato una sala per incontri e concerti di musica da camera, mentre nei locali che un tempo ospitavano un parrucchiere doveva trovare spazio un archivio multimediale sullattività del teatro. E lì dove sorgeva un negozio di abbigliamento si era deciso di ricavare allinterno un ambiente per ampliare il guardaroba e rendere più funzionale la vivibilità del foyer». Allorizzonte, quindi, altre pagine dellaffaire Petruzzelli che potrebbero essere scritte ancora nelle aule di giustizia. «Se la famiglia blandisce le azioni legali come un elemento identitario delle proprie richieste non si vede perché chi, parlo per me, ha lavorato per la rinascita del teatro in funzione del suo farsi patrimonio pubblico non possa invocare, dinanzi al tradimento di fatto del proprio lavoro, altrettanto aiuto nella giustizia».
PUGLIA - Il nuovo Petruzzelli sarà solo un teatro
Larchitetto Amerigo Restucci, vicepresidente della Biennale di Venezia, ha espresso la sua fermezza contro la famiglia Messeni Nemagna che richiede la consegna dei locali attigui al teatro Petruzzelli. Restucci ha coordinato il pool di professionisti che ha disegnato il progetto di restauro del politeama e ha sottolineato che il decreto di esproprio prevedeva la destinazione pubblica di tutti i locali, compresi quelli attigui al teatro. Ha affermato di non aver prestato la sua opera al progetto perché il Petruzzelli sarebbe tornato a essere un luogo di attività commerciali, come bar e negozi.
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