Arriva a sorpresa il divieto del ministro sul piano del Comune per un polo del teatro Teatro Duse, tutto da rifare, la fusione si raffredda. Nel pomeriggio di venerdì, a sorpresa, pare che il ministro ai Beni e alle Attività culturali Sandro Bondi abbia posto il suo divieto allunione tra il teatro di via Cartoleria e lArena del Sole. Qualche giorno fa sembrava si fosse finalmente giunti a questa soluzione, tanto che lo stesso sindaco Cofferati aveva dichiarato che la vicenda si sarebbe potuta chiudere ben prima dello scadere del suo mandato, a giugno. Poi venerdì, nel pomeriggio, è arrivata notizia di un cambio di indirizzo da parte di Bondi, anche se per il momento non è dato sapere quali siano le ragioni che lo abbiamo riportato sui suoi passi, visto che lo stesso ministero sembrava ben intenzionato ad assecondare questa possibilità. Anzi, pare che fosse stato proprio lui a chiedere non una semplice annessione del Duse, in via di dismissione da parte dellEti, allArena, bensì la creazione di un nuovo soggetto, un teatro stabile pubblico al posto della formula di teatro stabile privato che caratterizza ora lArena del Sole. Nessuno, né da parte dellArena o del Duse, né tanto meno da parte dellamministrazione comunale, per il momento si sbilancia. Ancora ieri, nonostante fosse sabato, si sono cercati i contatti con il ministero per capire le ragioni di questa decisione. Si fanno così solo supposizioni. A far cambiare idea a Bondi potrebbero essere state le pressioni provenienti da altri teatri stabili italiani, preoccupati che la costituzione di un nuovo stabile molto forte come quello di Bologna possa portarsi via buona parte delle risorse del Fus, il fondo unico per lo spettacolo, sempre più magro per tutti. Arena e Duse insieme costituirebbero, infatti, uno dei poli teatrali più grandi in Italia, lArena con i suoi 1350 posti (suddivisi tra sala grande, sala Interaction, chiostro estivo e teatro delle Moline), il Duse con i suoi 1000 posti circa. Altra ragione, aggiungono i maligni, è che a pochi mesi dalle elezioni non si vuole lasciare al sindaco Cofferati la possibilità di portare a casa la soluzione di questa vicenda che affligge ormai da un paio di anni una delle sale teatrali più amate dai bolognesi, oltre a lasciare col fiato sospeso i 28 lavoratori al momento qui impegnati. Potrebbe essere, dicono ancora i più maligni, che dal centro-destra bolognese siano partite pressioni sul ministro Bondi per sospendere la questione fino allelezione del prossimo sindaco di Bologna, sperando in una vittoria del centro-destra. Niente di più facile, alla fine, che sia stata lazione combinata di queste due ragioni a portare al cambio di idea da parte del ministero. Rischio, peraltro, probabilmente previsto da Paolo Cacchioli, direttore dellArena del Sole, che laltro giorno davanti alla notizia di una fusione tra le due sale, data praticamente per sicura, aveva dichiarato: "Se si arrivasse in tempi brevi a questa soluzione, vorrebbe dire che la politica avrebbe fatto un passo avanti e sarebbe una grande opportunità per la città". Nelle settimane scorse il sindaco insieme a Mauro Felicori per il settore Cultura avevano cercato di stringere a ritmo serrato la vicenda. "E una questione di risorse ma anche di strumenti", aveva dichiarato Cofferati. Dal ministero, infatti, si aspettavano assicurazioni sui fondi: la gestione del Duse costa 1,2 milioni di euro allanno, metà dei quali sono garantiti ogni anno per i prossimi tre anni dallEti per la fase di transizione dalla sua gestione a quella futura. Mentre per strumenti sintende principalmente la nuova formula istituzionale da dare ai due teatri uniti, da cui, appunto, la richiesta da parte di Bondi di formare un nuovo teatro stabile pubblico.