Scontro aperto tra il presidente della Regione Piero Marrazzo e il Pd, che lo sostiene. A dividere è il giudizio sul commissario per l'area archeologica romana, progetto che il Pd osteggia ma che il Pdl, con in testa il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, caldeggia. Ieri da Marrazzo, un po' a sorpresa, è arrivato un improvviso ok al commissariamento. Il Governatore ha così incassato il plauso del sindaco Gianni Alemanno, ma si è ritrovato con il Pd insorto. Marrazzo si è difeso ricordando «il paventato rischio imminente di crolli nell'area archeologica di Roma». Poi ha aggiunto: «Vigilerò affinché il commissariamento sia strettamente legato al rapido superamento dell' emergenza segnalata». Dal Pd è levata di scudi. «Invito Marrazzo a ripensarci - ha detto il segretario regionale Roberto Morassut - . Così si stravolge l'ordinamento statale. Il soprintendente è già una sorta di commissario. Bertolaso è persona perbene, ma così si creano sovrapposizioni. L'atto è un segnale al mondo economico: con meno passaggi è tutto più veloce». Critica la responsabile Cultura del Pd, Giovanna Melandri: «Questo rappresenta lo svuotamento delle soprintendenze. Con Roma Capitale e il federalismo fiscale è pronto un nuovo sacco di Roma». A sostegno di Marrazzo è intervenuto Alemanno, che definisce la posizione «responsabile e non ideologica, che si muove nella direzione di valorizzare i beni archeologici della Capitale ». Per l'assessore comunale alla Cultura Umberto Croppi «il commissariamento è una strada per rendere rapidi ed efficaci interventi ormai urgenti». Secondo il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro «i poteri attribuiti al commissario delegato non limiteranno in alcun modo le funzioni di tutela attribuite per legge alla soprintendenza». Ma gli archeologi non sono d'accordo e si preparano a usare le prossime scadenze del settore, mostre comprese, per continuare a dire no al commissariamento.