Il presidente della Compagnia: non esiste un partito Venaria e un partito Manica Lunga. Semmai cè il partito senza soldi Audizione in Comune: confermati i tagli per la cultura e bocciata la richiesta di nuovi acquisti per il Mao «Non cè un partito Manica lunga e un partito Venaria, cè semmai il partito 'senza soldi». Così, con una battuta, il presidente della Compagnia di San Paolo Angelo Benessia ha sintetizzato in unaudizione a Palazzo Civico in V commissione cultura - con lui il segretario generale Piero Gastaldo e il responsabile per cultura e arte Dario Disegni - il suo punto di vista sullaffaire Sabauda e futuro trasloco. Questo era solo uno dei punti da trattare - lincontro era sulle politiche per la cultura di corso Vittorio - ma tantè, dopo le polemiche degli scorsi giorni, ha tenuto banco. «Dal 2008 la Compagnia ha accantonato 20 milioni per il trasferimento della pinacoteca a Palazzo reale, verso il quale mi risulta ci fosse riluttanza allinizio da parte delle soprintendenze. Siamo in attesa di conoscere se verranno erogati gli 11 milioni e mezzo che spettano allo Stato: in caso contrario, senza quella certezza, il nostro stanziamento non potrà essere trasformato in erogazione. A oggi, al di là delle dichiarazioni ai giornali, mancano notizie sullesistenza di quei fondi». Benessia ha spiegato che lipotesi dello spostamento della pinacoteca a Venaria è frutto della preoccupazione di Enrico Filippi, loro rappresentante nel Consorzio della reggia, circa la mancanza per questa di una vocazione. Preoccupazione condivisa dallo stesso Benessia: «E uno splendido contenitore, ma vuoto e in cerca di una missione. Lattuale mostra sui tesori subacquei è accattivante, ma forse non saremo più in grado di chiamare Bob Wilson, che è caruccio. E poi basta finanziare mostre esterne, la Fondazione Hilti che ha prodotto questa ci ha chiesto 2 milioni e mezzo e lo stesso succede nelle altre città in cui fa tappa». Sulle altre questioni, messo in chiaro, in risposta a un intervento del consigliere pdl Ferdinando Ventriglia, che «le fondazioni non intendono sostituirsi al pubblico, ma svolgere unattività autonoma, di cui si rende conto e siamo qui per questo» e ribadito, su sollecitazione del presidente della V commissione Luca Cassiani, che i contributi per la cultura sono scesi questanno del 38, da 53 a 38 milioni, Benessia ha chiarito la posizione della Compagnia sugli altri punti. Per quanto riguarda il Mao, dopo linaugurazione non ci saranno più contributi. Nemmeno per ulteriori acquisti, peraltro sollecitati dallassessore Alfieri: «Ne riparleremo - unaltra battuta - quando avrete imparato a memoria i nomi di tutte le opere esposte». Meno che mai cè disponibilità per lo Science Center a Torino Esposizioni («mai preso in considerazione»), attenzione invece per il Museo del Risorgimento e per lEgizio. E per le biblioteche, su cui è intervenuto Gastaldo: «Ci rendiamo conto che non ci si può più accontentare della Civica di via Cittadella, ma non possiamo accollarci altri progetti troppo onerosi. Siamo a disposizione dellamministrazione per altre proposte».
PIEMONTE - Benessia e la Sabauda "Finora dal ministero solo promesse sui fondi"
Il presidente della Compagnia di San Paolo Angelo Benessia ha espresso le sue opinioni sull'affare Sabauda e sul futuro trasloco della pinacoteca. La Compagnia ha accantonato 20 milioni per il trasferimento della pinacoteca a Palazzo reale, ma non può erogare gli 11 milioni e mezzo che spettano allo Stato. Benessia ha spiegato che la preoccupazione per la mancanza di vocazione a Venaria è condivisa e che la pinacoteca è un contenitore vuoto. Ha anche chiarito che le fondazioni non intendono sostituirsi al pubblico, ma svolgere un'attività autonoma. Per quanto riguarda il Museo del Risorgimento e l'Egizio, la Compagnia è a disposizione dell'amministrazione per altre proposte.
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