«È lo Stato che deve prendersi cura e mantenere i musei, così come è successo per tre secoli in Francia». Lo ha detto Jean Clair, uno dei massimi critici e storici d'arte, nell'occasione dei "Venerdì del direttore" alla Scuola Normale. Clair è autore del libro "La crisi dei musei" ed è notoria la sua presa di posizione, molto critica, sull'operazione di trasferimento del Louvre ad Abu Dhabi. Alla Scuola Normale, il critico francese ha tenuto una lezione dal titolo «Da Satana a Stalin: la figura del gigante dall'Illuminismo ai nostri giorni». Poco prima della lezione, Clair ha incontrato i giornalisti ed ha ribadito la sua netta critica a fare dei beni culturali e museali un business. «I musei sono nati in Francia con la Rivoluzione e da tre secoli vivono e sopravvivono grazie agli interventi statali - ha detto -. Chi infatti dovrebbe prendersi cura dei musei se non lo Stato, visto e considerato che le strutture museali sono la memoria storica di una nazione». Lo storico non riesce a spiegare questo anelito esasperato ad usare il nome dei musei come marchi di prodotti di consumo. Sull'idea della Regione Toscana di portare una fetta degli Uffizi ad Abu Dhabi, Clair non ha risposto. Ca. Ve.
PISA. Jean Clair alla Normale No ai musei trasformati in marchi di prodotti
Jean Clair, critico e storico d'arte, ha espresso la sua critica sull'operazione di trasferimento del Louvre ad Abu Dhabi. Secondo lui, i musei sono nati in Francia con la Rivoluzione e sopravvivono grazie agli interventi statali. Clair ha ribadito che i musei non devono essere utilizzati come marchi di prodotti di consumo e che lo Stato è responsabile della loro cura e manutenzione. Ha anche criticato l'idea di trasferire parti dei musei ad Abu Dhabi, considerandola un errore. Clair ha anche parlato della figura del "gigante" e della sua evoluzione dall'Illuminismo ai nostri giorni.
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