Cantiere fermo da 7 mesi. Iniziati i carotaggi per il tunnel verso il parking La recinzione blocca anche viale delle Magnolie dove non ci sono reperti antichi Il cantiere è fermo e abbandonato da sette mesi. E sono iniziati i carotaggi per il tunnel verso il parking Il cantiere è fermo da sette mesi. Da quando Alemanno bocciò il parcheggio sul Pincio. Il Comune ha deciso che deve essere lazienda che ha fatto lo scavo a coprire i resti archeologici. Ma ieri solo due uomini erano al lavoro. Impegnati invece gli operai della ditta che, lungo viale DAnnunzio, fa i carotaggi per il tunnel che collegherà piazza del Popolo al parking del Galoppatoio. E mentre il Pincio vive nel degrado - tra busti imbrattati, colonnotti divelti, writer in azione, perfino due orinatoi interrati - sul Gianicolo è allarme per la statua equestre di Anita Garibaldi: il monumento è recintato, sta per crollare. "Ci avete rubato la nostra panchina! Ridatecela". Così "Sara Lorenzo" hanno firmato la loro protesta sulla muraglia di bandoni verdi che da sette mesi nasconde il cantiere morto del Pincio. Oltre la finestra aperta nella recinzione che occupa piazzale Napoleone I cè la panchina dei due innamorati romani, accanto a palme sparute, una quercia crollata, vasi accantonati. E ieri alle 14.30 cerano appena due operai, più un capo cantiere, a presidiare i reperti archeologici. Si tratta delle rovine venute alla luce nel corso dei sondaggi iniziati nel 2004 e che un quotidiano inglese lanno scorso chiamò con eccessiva enfasi "La Pompei segreta sul Pincio". Era lestate del 2008 e la polemica infuocava intorno al destino del parking da 700 posti voluto dalla giunta Veltroni. Il suo successore, il sindaco Alemanno, stracciò quel progetto sventolando la bandiera degli ambientalisti e della tutela archeologica. Ma da settembre né valorizzazione né pietosa copertura hanno messo in salvo i setti murari riportati alla luce dalla Soprintendenza statale. Eppure ai primi di ottobre il soprintendente archeologo Angelo Bottini aveva chiesto di stendere "tessuto non tessuto" e reversibile pozzolana sulle antiche viscere del colle che ospitò gli Horti di Lucullo, ma prima che arrivassero la pioggia e il freddo. Linverno è quasi passato, ma le rovine sono ancora esposte alle intemperie. La settimana scorsa il Sovrintendente comunale, Umberto Broccoli, ha annunciato di aver «avviato i sondaggi necessari alla messa in sicurezza e al successivo rinterramento dei ritrovamenti». E che la restituzione del Belvedere dovrà avvenire «nel più breve tempo possibile». Secondo il Comune, spetta alla ditta che ha fatto gli scavi, la Sac del gruppo Cerasi, ricoprire i resti. Ma ieri lavoravano solo gli operai che fanno i carotaggi più in basso, lungo viale DAnnunzio, per vedere se lì sotto può passare il tunnel di collegamento tra piazza del Popolo e il parcheggio del Galoppatoio. Il fatto è che la stazione appaltante dellabortito parking sul Pincio, lAtac, è stata messa da parte. Bisogna allora trovare i tre milioni di euro per sanare la ferita. Quello che si può togliere subito di mezzo è però lassurda recinzione (non ci sono scavi da proteggere) che corre sul frequentatissimo viale delle Magnolie, mangiandosi metà carreggiata. E si può subito coprire la buca pericolosa su viale dellObelisco, riparare il muro su viale Mickievicz, obbligare i proprietari del terreno sotto viale Trinità dei Monti a togliere mattoni, calcinacci e travi. Ancora, pulire i busti imbrattati, restaurare la fontana del Valadier, togliere le tracce dei bivacchi e gli escrementi dai giardinetti, imbiancare i gabinetti pubblici della Salita del Pincio imbrattati dai writer. E infine: cosa ci fanno due orinatoi nellaiuola a due passi dal Teatrino dei burattini?