La variante. Migliaia di osservazioni sulle possibili modifiche delle strutture Ci sono anche Italia Nostra, il Collegio dei geometri, l'ufficio tecnico edilizia privata del Comune e il consiglio della circoscrizione S. Concordio nell'elenco delle osservazioni relative alla possibilità di interventi sulle corti. Proprio la richiesta di Roberto Mannocci, presidente di Italia Nostra, sulla necessità di una maggiore definizione dei vari termini riguardo alle tipologie delle case di corte, con una distinzione più precisa tra "moderno", "storico" e "nuovo regime", è stata parzialmente accolta dall'ufficio tecnico comunale. La variante al regolamento sulle case di corte è in discussione ormai da tempo in commissione urbanistica: tantissime sono state le osservazioni presentate dai cittadini (e, come si vede, anche da associazioni e circoscrizioni) per la possibilità di modificare o no le numerose corti presenti sul territorio comunale. Un elenco lunghissimo che ha presentato anche numerosi problemi tecnici ai commissari. Infatti, la definizione dell'integrità o meno della struttura, principio chiave per impedire che ci venissero fatti dei lavori, è un punto su cui la commissione urbanistica ha lavorato più a lungo per la difficoltà di dare criteri oggettivi. Oltre alla richiesta di Italia Nostra accolta dagli uffici, ci sono state nove domande presentate dalla circoscrizione S. Concordio. Solo una è stata accolta: quella riguardante la possibilità di intervenire sulle scale e gli assetti interni, in senso verticale e orizzontale, mantenendo però la struttura verticale esteriore dell'edificio. Invece le altre, (relative al mantenimento dello stato dei fabbricati in annessi agricoli, al non aumento del carico urbanistico, al vincolo delle corti integre con il codice dei beni culturali, alle deroghe per gli interventi previsti per problemi di altezza e di illuminazione e alla rivitalizzazione delle corti lucchesi), sono state respinte. Non accolta neppure l'osservazione dell'ufficio tecnico edilizia privata del comune, proposta da Guido Barsotti. Si chiedeva di chiarire il concetto delle distanze tra edifici, ma è stata respinta, rimandando il problema ad una norma già esistente. La stessa su cui Barsotti chiedeva spiegazioni. Parzialmente accolte le richieste del Collegio dei geometri: respinta la possibilità di realizzare gli interventi negli edifici dove ci sono problematiche sismiche, così come quella di costruire parcheggi nelle zone limitrofe alle corti. Non accolta neppure l'osservazione secondo cui è «irragionevole non poter fare alcun tipo di accessorio (spazio), interno o esterno» alle abitazioni di corte. Mentre è stato sciolto il nodo sulla data da cui dovranno partire le norme contenute nella variante in corso di approvazione in consiglio comunale: e cioè dal 30 gennaio 2007. Nadia Davini