Una colonizzazione, secondo l'assessore ai Beni culturali Fabio Granata. Uno sfregio al territorio, secondo la Sovrintendenza che ha appena bocciato «la quasi totalità dei progetti di impianti eolici nella provincia di Palermo», come dice il dirigente del settore artistico e paesaggistico, Matteo Scognamiglio. In sostanza, a eccezione di Partinico, Chiusa Sclafani e Cangi (dove i cantieri sono partiti o sono prossimi a partire), la Sovrintendenza ha sollevato obiezioni su tutti i progetti, da Gibilmanna a Palazzo Adriano, da Valledolmo a Torretta. In tutto una quindicina di piani. Che sono avviati nel nome dell'energia pulita, ma portano con sé grandi colonne, pale, altre strutture a corredo. Puliti sì, insomma, ma non proprio invisibili. Succede così che sulle aree sottoposte a vincolo paesaggistico il parere della Sovrintendenza sia vincolante, mentre sulle altre zone si limiti a indicare eventuali correttivi e prescrizioni, considerando le centrali elettriche alla stregua di un impianto di elettrificazione. E rallentando, ma non fermando, l'iter dei progetti. Di sicuro c'è che la Sovrintendenza è il presidio che sta cercando, con i suoi strumenti, di porre un freno alla proliferazione dei progetti di impianti eolici portati avanti da colossi del calibro della Enel Greenpower e dell'Api Holding: ottanta in tutta l'Isola, oltre quindici in provincia di Palermo, per lo più collocati in zone montuose e ventose, spesso quindi di interesse naturalistico o coincidenti con rotte migratorie. Per capire le dimensioni del boom dell'eolico basta dire che, se tutti i progetti presentati venissero realizzati, la Sicilia arriverebbe a produrre oltre tremila megawatt, cioè spiega Gianfranco Zanna dell'Osservatorio per il Paesaggio «la quantità di energia che tutta l'Italia conta di raggiungere nel 2010, non solo con l'eolico, ma con tutte le altre fonti alternative a seguito del protocollo di Kyoto. Già adesso la Sicilia produce circa cinquemila megawatt con impianti tradizionali, esportando energia. Evviva, quindi, si converte tutto al pulito? Niente affatto, perché la legge impone che l'eolico sia «innestato» su una produzione tradizionale e contribuisca per un massimo del 12 percento. Per gestire tremila megawatt di eolico bisognerebbe, insomma, produrre oltre trentamila megawatt di energia tradizionale, una cifra astronomica. «In conclusione dice Zanna questi impianti eolici andrebbero a produrre energia che non sarebbe neanche possibile gestire. Ma a che cosa servono allora tutte queste pale? E le strade, i viadotti, le infrastrutture?». Mario Parlavecchio, assessore al Territorio, premette che «in Sicilia gli impianti di energia alternativa servono eccome» ma ammette che «esiste un problema di razionalizzazione e di limiti di potenzialità che è demandato al piano regionale energetico di competenza dell'assessorato all'Industria, lo strumento che dovrebbe indicare il tipo di politica da adottare». Il piano non esiste ancora e i progetti piovono a raffica, complici i finanziamenti statali ed europei. Secondo Parlavecchio, «non tutto sarà realizzato, anche perché un freno verrà posto dal gestore della rete nazionale». Rivendica anzi, l'assessore, la circolare del Territorio che ha posto qualche paletto, escludendo l'eolico da riserve e parchi, imponendo la valutazione di impatto ambientale per tutti i progetti e una più accurata valutazione di incidenza per le zone a tutela paesaggistica europea. Intanto, l'assalto all'eolico continua. E la Sovrintendenza boccia a destra e a manca.
Centrali eoliche, stop della Sovrintendenza a 15 nuovi progetti per impianti in provincia
La Sovrintendenza per i Beni e la Cultura della provincia di Palermo ha bocciato la quasi totalità dei progetti di impianti eolici nella provincia, a eccezione di alcuni comuni. La Sovrintendenza ha sollevato obiezioni su tutti i progetti, considerandoli come uno sfregio al territorio. I progetti di impianti eolici sono stati avviati nel nome dell'energia pulita, ma portano con sé grandi colonne, pale e strutture a corredo. La Sovrintendenza ha indicato eventuali correttivi e prescrizioni, ma ha anche rallentato l'iter dei progetti. La Sovrintendenza è il presidio che sta cercando di porre un freno alla proliferazione dei progetti di impianti eolici.
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