Il dibattito Confronto pubblico con Italia Nostra che attacca: «Troppo vicino alle mura» «Le "Vele" di Portoghesi, un'enorme cambiale in bianco urbanistica data a una cordata di privati». «Niente affatto, il mio è un progetto moderno, veneto, che risente molto dell'influenza di Palladio». Ieri sera, a Bassano del Grappa, è andato in scena un faccia a faccia tra l'associazione nazionale Italia Nostra e l'architetto Paolo Portoghesi, autore del piano che prospetta nell'ex zona «Mar», a Bassano, tre torri di 17 piani, alte 65 metri. Secondo l'associazione il regolamento urbanistico dell'area, modificato dal Comune per dare il via libera, presenterebbe numerose cause di nullità e imprecisioni, «al punto che i tre grattacieli potrebbero essere riempiti interamente di spazi direzionali e commerciali ». Il convegno, organizzato da Italia Nostra nell'hotel «Palladio », ha visto alternarsi sul palco il presidente nazionale Giovanni Losavio, quello della sezione bassanese Eugenio Rinaldi, l'architetto Portoghesi, il sindaco della città Giampaolo Bizzotto e Mario Baruchello dell'associazione Nuova Bassano. «Ci opponiamo perché il progetto non è collocato in periferia, ma a pochi metri dalle mura storiche, perché la deroga all'altezza massima di 19 metri e mezzo è un precedente pericoloso, e perché non c'è stata pianificazione viabilistica a monte, non si sa quale sarà l'impatto delle strutture » ha commentato Rinaldi. Altri esponenti dell'associazione hanno sottolineato quelle che, a loro avviso, sarebbero carenze tali dal punto di vista della pianificazione urbanistica da rendere il progetto e gli atti amministrativi collegati passibili di nullità, sotto un profilo giuridico: «L'area non ha destinazione d'uso definita, non c'è un limite minimo negli spazi residenziali tanto che le tre torri potrebbero essere composte solo da spazi direzionali e commerciali. La scelta verrà lasciata al mercato. Anche l'altezza non è ben definita, potrebbero esserci nuove sorprese, come pure le opere di copertura, al punto che le volumetrie potrebbero aumentare ancora». Paolo Portoghesi ha replicato alle critiche difendendo il proprio progetto. «In questi anni l'architettura moderna di qualità viene spesso vista come un pericolo, le viene preferita un'architettura "tranquilla" che però non ha qualità urbana. Quest'area in oggetto è periferia degradata, non ha nessuna delle caratteristiche del centro storico. Con il mio piano ho cercato di esprimere una continuità con l'architettura della regione, e di fare un edificio "veneto": per me è un progetto che risente molto dell'influenza di Palladio, anche se non traspare. Si è tenuto conto della viabilità, dialogato con gli uffici tecnici, e sfruttato le migliori innovazioni di edilizia sostenibile». Il sindaco Bizzotto ha insistito su viabilità e recupero del territorio: «L'elevazione in altezza ci ha convinto perché permette di mantenere molta area verde». Andrea Alba