Anche se non è ancora certo il via libera definitivo. Ci sono problemi tecnici, come l'armonizzazione delle misure con le competenze delle regioni. Ma anche politici, con la Lega che frena ancora una volta: «Vogliamo vedere bene - spiega il leader del Carroccio, Umberto Bossi - cosa ha in mente Berlusconi». Due le preoccupazioni principali: nodo immigrati e la tutela del territorio. Il malumore leghista sarebbe stato originato anche dalla mancanza di coinvolgimento nel progetto da parte del premier. Proprio per sbloccare l'impasse in mattinata Berlusconi e Bossi avrebbero dovuto sentirsi per telefono. Ma, fino al tardo pomeriggio, la telefonata chiarificatrice non c'era stata. Nel pomeriggio c'è stato un vertice con gli alleati al quale ha partecipato anche il ministro dell'Economia. Alla fine, la soluzione individuata sarebbe stata quella di procedere su due livelli: preparare un testo da sottoporre alle Regioni che poi intendono adottarlo e, nello stesso tempo, rivedere la normativa di competenza statale, mettendo a punto un nuovo disegno di legge con una stretta delle sanzioni. Obiettivo: evitare che le norme si trasformino in un condono edilizio. Ancora perplesso il leader del Pd, Dario Franceschini che prima di esprimere un giudizio «vuole vedere concretamente le carte». Perché, spiega, «se è giusto fare lavorare nell'edilizia le piccole imprese non si può danneggiare la qualità dei centri storici». Nel frattempo, oggi, alla Conferenza unificata, sarà presentato il piano per la costruzione di 5mila case popolari. Obiettivo: creare un milione di nuovi proprietari che potrebbero riscattare l'alloggio in cui vivono. L'investimento previsto è di 550 milioni. Per quanto riguarda, invece, le misure a favore dell'edilizia, ecco, nel dettaglio, i punti principali del provvedimento che sarà sul tavolo di Palazzo Chigi. Ampliamento. Le abitazioni private potranno essere ingrandite fino a un tetto massimo del 20 del volume esistente. Per tutte le altre tipologie di edifici la soglia si riferisce alla superficie coperta. Sconti. I comuni potranno scegliere di ridurre il contributo di costruzione previsto per l'ampliamento del 20. Lo sconto salirebbe al 60 nel caso di prima abitazione. I tempi. La richiesta di ampliamento deve arrivare entro il 31 dicembre del 2010. Prevista anche la possibilità di realizzare un edificio separato nel caso in cui non sia materialmente o giuridicamente possibile realizzarlo in contiguità con il fabbricato esistente. Demolizioni. Gli edifici realizzati prima dell'89 che non siano adeguati agli standard qualitativi e non sottoposti al vincolo di conservazione possono essere abbattuti e ricostruiti con un aumento della cubatura fino al 30. Qualora gli edifici siano residenziali la soglia è relativa alla superficie coperta. In entrambi i casi il tetto salirebbe a quota 35 con l'utilizzo di tecniche di bioedilizia. Rispetto paesaggio. Previsti paletti rigidi rispetto ai vincoli ambientali e paesaggistici e divieto assoluto di ampliamento per gli immobili abusivi. Stretta sulle sanzioni. Multe per i casi più lievi ma anche una stretta per chi interviene sui beni vincolati. Allo studio poi il ravvedimento operoso fino ad immaginare per i casi meno gravi l'estinzione dell'illecito e la possibilità che l'accertamento di conformità e quello di compatibilità ambientale estinguano i reati. Addio permesso. Il disegno di legge abolisce il permesso di costruire e lo sostituisce con una certificazione di conformità giurata da parte del progettista. Semplificazione. Meno burocrazia per le procedure per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e indicazione di tempi certi per la conclusione del procedimento. an. tr.
Roma. Il piano casa approderà domani al Consiglio dei ministri.
Il governo ha presentato un disegno di legge per l'edilizia, che prevede l'ampliamento delle abitazioni private fino al 20% del volume esistente, con sconti per le prime abitazioni. La norma prevede anche la possibilità di realizzare un edificio separato se non è possibile realizzarlo in contiguità con il fabbricato esistente. Gli edifici realizzati prima dell'89 che non siano adeguati agli standard qualitativi possono essere abbattuti e ricostruiti con un aumento della cubatura fino al 30%. La norma prevede anche la stretta sulle sanzioni per i casi di abuso edilizio e la possibilità di estinguere i reati in alcuni casi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo