Indagati due viareggini dopo il sequestro dei cantieri edili a Pescia Venti appartamenti in più del previsto: questo l'abuso che sarebbe stato riscontrato nel sopralluogo effettuato venerdì scorso dalla polizia municipale all'ex filanda di Pescia, lungo la via per Santa Margherita e per il quale, tra gli indagati, risultano il costruttore viareggino Riccardo Berti e la moglie Sofia Tofanelli. Il cantiere si trova a pochi metri di distanza da quello che interessava l'ex cartiera Il Camminone, e per il quale appena un paio di settimane fa è scattato il sequestro da parte del Gip. Due episodi vicini nel tempo e nello spazio, ma le similitudini non finiscono qui: entrambi i cantieri, infatti, appartengono alla stessa società, la Toscana Re. Per il cantiere de Il Camminone erano state denunciate quattro persone (rappresentante della proprietà, direttore dei lavori e responsabili delle due imprese impegnate sul cantiere): in quel caso da un progetto iniziale per 18 appartamenti si era passati, con una variante, a 39 ma, secondo gli inquirenti, senza il relativo pagamento degli oneri di urbanizzazione. Non solo, ma nel sopralluogo di appartamenti ne furono trovati 48, in parte realizzati su un'ala completamente abusiva (così come abusivi risulterebbero alcuni garage interrati). Spostandosi dall'altro lato della strada rispetto al Camminone si trova l'ex filanda. In questo caso gli appartamenti previsti avrebbero dovuto essere 29, nel sopralluogo la polizia municipale ne ha trovati 49. La storia del complesso edilizio parte nel 1999, quando fu presentato il piano di recupero, adottato in via definitiva nel 2000. Nel 2004 fu rilasciata l'autorizzazione (la numero 1002003) per la costruzione di 29 appartamenti, e partirono i lavori. Quindi la proprietà presentò, in successione, due Dia (dichiarazioni di inizio attività) per aumentare il numero delle unità immobiliari: la prima nel 2005 per portare gli appartamenti da 29 a 47, la seconda nel 2007, e per la quale l'aumento degli appartamenti avrebbe dovuto essere ancor più consistente, da 29 a 83. Entrambe le pratiche furono però sospese (per essere poi definitivamente archiviate con l'atto 574 del 19 dicembre scorso) dall'ufficio urbanistica: 29 appartamenti erano previsti e 29 appartamenti, non uno di più secondo la lettura del Comune, avrebbero potuto essere costruiti. Intanto quegli stessi appartamenti venivano pubblicizzati su una rivista locale, in cui si proponeva l'acquisto degli immobili in costruzione sulla base di un disegno dell'intero complesso. Venerdì scorso la polizia municipale si è presentata sul cantiere per un sopralluogo. Un cantiere deserto ma dove gli agenti hanno riscontrato la presenza di 49 unità immobiliari, esattamente 20 in più rispetto a quelle previste. Da qui l'avvio del procedimento che, nel giro di pochi giorni, dovrà portare l'ufficio urbanistica a prendere i primi provvedimenti che - in attesa di un intervento della Procura - potranno andare dalla sospensione dei lavori all'ordinanza di demolizione e ripristino dei luoghi. Tre, al momento gli indagati: l'ingegnere Massimo Pallone di Quarrata, direttore dei lavori, il costruttore Riccardo Berti di Viareggio e la legale rappresentante della Toscana Re Sofia Tofanelli.