Il gip cancella il sequestro dei quarantadue cantieri Complessa. Incerta. Contraddittoria. Involuta. La normativa urbanistica regionale è praticamente inintelligibile. La fumosità delle norme è al centro del provvedimento con il quale il gip Paola Palasciano non ha convalidato il sequestro durgenza di 42 cantieri di Montespertoli disposto il 2 marzo dalla procura e non ha emesso un decreto di sequestro preventivo così come le era stato richiesto. Il giudice ha ritenuto fondati alcuni dei rilievi formulati dai legali dei proprietari degli edifici sequestrati, fra i quali gli avvocati Roberto Inches e Gianna Mercatali. Più di tutto, però, ha concentrato la sua analisi sulla normativa regionale. Tanto oscura, a suo giudizio, che non è possibile stabilire se i permessi a costruire rilasciati dallufficio tecnico del Comune di Montespertoli dopo il 14 aprile 2007 per la trasformazione a fini abitativi di edifici agricoli fossero veramente in contrasto con la legge regionale 1 del 2005 (Norme per il governo del territorio), e in quanto tali illegittimi. E dunque non vi è certezza che i lavori nei 42 cantieri sequestrati durgenza siano abusivi. Tanto oscura, la normativa regionale, che gli stessi uffici dellurbanistica hanno emesso una circolare esplicativa, dando atto che «si è riscontrata una situazione di incertezza in ordine alla interpretazione da attribuire allarticolo 44 comma I della legge 105», cioè proprio la norma che secondo i pm Leopoldo De Gregorio e Giuseppina Mione sarebbe stata violata. La circolare regionale dà ragione alla loro interpretazione, ma una circolare - spiega il gip - non ha valore precettivo. Secondo il giudice, si è accumulata «una congerie di norme che paiono escludersi luna con laltra», tanto da rendere impossibile «un inequivocabile accertamento della violazione della disciplina». Il sequestro dei 42 cantieri è stato disposto nellambito dellinchiesta per corruzione che ha sconvolto il Comune di Montespertoli, retto da una giunta di sinistra guidata dal sindaco Antonella Chiavacci (Pd). La procura contesta al dirigente dellufficio tecnico Mauro Calonaci di aver rilasciato permessi a costruire in cambio di tangenti e ipotizza lesistenza di una «consorteria criminosa» costituita da funzionari pubblici, progettisti e un dipendente del catasto. Il gip obietta però che nella richiesta di sequestro dei cantieri la procura non ha «offerto alcuna prova dei presupposti episodi di corruzione», contestando al solo Mauro Calonaci, almeno in prima istanza, il reato di costruzione abusiva, che di regola viene commesso dai proprietari, progettisti, direttori dei lavori. Era stato lo stesso successore dellarchitetto Calonaci alla guida dellufficio tecnico di Montespertoli, il geometra Adriano Zingoni, ad annunciare il 17 febbraio lavvio in autotutela della procedura di sospensione dei lavori «per presunto contrasto del permesso di costruire con gli strumenti urbanistici». «Si tratta di una iniziativa di portata straordinaria», avvisava il geometra, sottolineando la necessità dellassistenza «di un valido supporto legale». Proprio per il fatto che il Comune si era mosso autonomamente - conclude il gip - non era necessario lintervento della procura. (f.s.)