Otto grandi complessi militari della città in vendita ai privati: al Comune il 10-15 degli introiti In pieno centro cè la Teulié, in periferia gli oltre 500mila metri di Baggio Masseroli: "Con la Difesa valutiamo di concentrare soldati e mezzi in un solo edificio" Dopo loperazione scali ferroviari parte la dismissione delle caserme: più di un milione di metri quadrati di aree militari che ministero della Difesa e Comune si preparano a ridisegnare per realizzare case, verde, servizi. Dagli enormi spazi che verranno lasciati liberi a Baggio, quando i soldati lasceranno i 165mila metri quadrati della Santa Barbara, fino alla zona dei magazzini che, da sola, si estende su oltre 350mila metri. In tutto, otto zone della città che potranno essere vendute a operatori privati e riqualificate. Con una possibilità in più: il 10-15 per cento di quanto si ricaverà dalla vendita arriverà direttamente nelle casse di Palazzo Marino. Il governo sta pensando a cedere le caserme di tutta Italia, ma è a Milano che il progetto è pronto a concretizzarsi. Un altro tassello del risiko immobiliare che dovrebbe trasformare la città. Dopo mesi di incontri e colloqui, il protocollo dintesa che segnerà lavvio ufficiale sarà approvato dalla giunta di Palazzo Marino già nelle prossime settimane. «Siamo nella fase definitiva» ha confermato Guido Crosetto, sottosegretario alla Difesa, che nei giorni scorsi ha visitato le strutture e ha presentato il programma di valorizzazioni dei "gioielli" militari al Mipim di Cannes, il salone mondiale del settore immobiliare. Poi, come è già successo per i sette scali ferroviari - da Farini a Romana fino a Porta Genova - inizierà il lavoro per capire come riempire gli spazi e stabilire quali edifici conservare. Anche in questo caso il Comune cambierà la destinazione urbanistica di zone che, adesso, hanno un basso valore commerciale e non possono essere utilizzate. Dove oggi ci sono i militari, tra un anno - quando si concluderà liter e verrà firmato laccordo di programma definitivo - si potrà costruire. Cosa? sicuramente una parte verrà destinata a nuove abitazioni anche in housing sociale, ovvero da mettere in vendita a duemila euro al metro quadrato o da affittare a 500 euro al mese. Cifre ufficiali ancora non ci sono, ma la Difesa conta di guadagnare diverse centinaia di milioni di euro: di questi, una percentuale attorno al 10-15 per cento potrebbe essere trasferita direttamente sui bilanci di unamministrazione sempre più in affanno. Per la caserma di via Mascheroni, che fa parte del centralissimo "comprensorio XXIV Maggio" (da via Pagano a via Monti, da via Mascheroni, appunto, a via Savoia Cavalleria) un progetto preciso cè già: è destinata a ospitare i nuovi spazi dellAccademia di Brera. Negli altri edifici, le ipotesi sono aperte. A cominciare dalla sede che dovrà rimanere operativa per continuare a ospitare i soldati. Lalternativa potrebbe essere costruire ex novo una struttura. «Con il ministero della Difesa stiamo pensando di concentrare tutte le caserme in una sola o di realizzare un nuovo edificio», si limita a dire, sempre da Cannes, lassessore allUrbanistica Carlo Masseroli. Lelenco delle basi è lungo e tutto da studiare. Si va dalla Mameli di viale Suzzani: oltre 100mila metri quadrati che oggi ospitano il Terzo bersaglieri, ma che potrebbe diventare appetibili non soltanto per i privati ma anche per il vicino progetto della "Cittadella del cinema" nella manifattura Tabacchi. In vendita potranno essere messe sedi storiche come la Montello di via Caracciolo e la Teulié di corso Italia, ma anche i 100mila metri quadrati della Annibaldi di via Saint Bon e la Mercanti di via Tanzi.
MILANO - Palazzi al posto delle caserme progetto da un milione di metri
Il Comune di Milano sta valutando la possibilità di vendere otto grandi complessi militari della città ai privati. Il governo sta pensando a cedere le caserme di tutta Italia, ma il progetto è pronto a concretizzarsi a Milano. I complessi militari includono la Teulié, la Montello e la Annibaldi, e si stanno valutando diverse opzioni per la loro valorizzazione. Il Comune potrebbe vendere i complessi ai privati e guadagnare diverse centinaia di milioni di euro. Una percentuale di quanto si ricaverà dalla vendita arriverà direttamente nelle casse di Palazzo Marino. Il progetto è stato presentato al Mipim di Cannes e il protocollo di intesa sarà approvato dalla giunta di Palazzo Marino nelle prossime settimane.
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