Dopo il sopralluogo ne sono stati scoperti 49 invece dei 29 previsti Il complesso appartiene alla società Toscana Re, la stessa del Camminone Tre le persone indagate Venti appartamenti in più del previsto: questo l'abuso che sarebbe stato riscontrato nel sopralluogo effettuato venerdì scorso dalla polizia municipale all'ex filanda, lungo la via per Santa Margherita. Il cantiere si trova a pochi metri di distanza da quello che interessava l'ex cartiera Il Camminone, e per il quale appena un paio di settimane fa è scattato il sequestro da parte del Gip. Due episodi vicini nel tempo e nello spazio, ma le similitudini non finiscono qui: entrambi i cantieri, infatti, appartengono alla stessa società, la Toscana Re. Per il cantiere de Il Camminone erano state denunciate quattro persone (rappresentante della proprietà, direttore dei lavori e responsabili delle due imprese impegnate sul cantiere): in quel caso da un progetto iniziale per 18 appartamenti si era passati, con una variante, a 39 ma, secondo gli inquirenti, senza il relativo pagamento degli oneri di urbanizzazione. Non solo, ma nel sopralluogo di appartamenti ne furono trovati 48, in parte realizzati su un'ala completamente abusiva (così come abusivi risulterebbero alcuni garage interrati). Spostandosi dall'altro lato della strada rispetto al Camminone si trova l'ex filanda. In questo caso gli appartamenti previsti avrebbero dovuto essere 29, nel sopralluogo la polizia municipale ne ha trovati 49. La storia del complesso edilizio parte nel 1999, quando fu presentato il piano di recupero, adottato in via definitiva nel 2000. Nel 2004 fu rilasciata l'autorizzazione (la numero 1002003) per la costruzione di 29 appartamenti, e partirono i lavori. Quindi la proprietà presentò, in successione, due Dia (dichiarazioni di inizio attività) per aumentare il numero delle unità immobiliari: la prima nel 2005 per portare gli appartamenti da 29 a 47, la seconda nel 2007, e per la quale l'aumento degli appartamenti avrebbe dovuto essere ancor più consistente, da 29 a 83. Entrambe le pratiche furono però sospese (per essere poi definitivamente archiviate con l'atto 574 del 19 dicembre scorso) dall'ufficio urbanistica: 29 appartamenti erano previsti e 29 appartamenti, non uno di più secondo la lettura del Comune, avrebbero potuto essere costruiti. Intanto quegli stessi appartamenti venivano pubblicizzati su una rivista locale, in cui si proponeva l'acquisto degli immobili in costruzione sulla base di un disegno dell'intero complesso. La pubblicità riportava un prospetto di come sarebbe dovuta diventare la ex filanda, e anche quel disegno ha attirato l'attenzione degli inquirenti: dal progetto il numero di appartamenti presenti risultava decisamente più elevato rispetto ai 29 previsti. Un sospetto che ha trovato conferma nel sopralluogo di venerdì: la polizia municipale si è presentata sul cantiere per un sopralluogo. Un cantiere deserto (sembra infatti che i lavori si siano fermati nello stesso periodo in cui con un'ordinanza furono bloccati i lavori nel vicino Camminone), ma dove gli agenti hanno riscontrato la presenza di 49 unità immobiliari, esattamente 20 in più rispetto a quelle previste. Da qui l'avvio del procedimento che, nel giro di pochi giorni, dovrà portare l'ufficio urbanistica a prendere i primi provvedimenti che - in attesa di un intervento della procura - potranno andare dalla sospensione dei lavori all'ordinanza di demolizione e ripristino dei luoghi. Tre, al momento gli indagati: l'ingegnere Massimo Pallone di Quarrata, direttore dei lavori, il costruttore Riccardo Berti di Viareggio e la legale rappresentante della Toscana Re Sofia Tofanelli (moglie del Berti). Tutti e tre erano già stati oggetto, insieme a un altro costruttore, di una denuncia per il caso del Camminone. Intanto le indagini di carabinieri e polizia municipale continuano anche in altre direzioni: si tratta di accertare in particolare la presenza di opere abusive in cemento armato e di vedere se vi erano già stati acquirenti per gli appartamenti in costruzione. Parallelamente l'ufficio urbanistica procederà con le verifiche sulla procedura, per valutare se vi sono o meno altre irregolarità.