A San Leonardo, tra il giardino di Boboli e il Forte Belvedere, cè una delle cifre dellunicità di Firenze: la morbida collina che orna la città, perpetuata da espressioni sublimi dellarte figurativa e impressa nellimmaginario di generazioni di viaggiatori cultori del bello. Ogni spillo, in quel posto, dovrebbe essere mosso, a rigor di logica, in seguito a trasparente confronto e accurata pianificazione. Invece, stando alle ultime, pare che gli strumenti urbanistici vigenti consentano, anche lì, che una villa possa essere trasformata in relais di lusso informandone semplicemente il Comune. Fanno si che una tale comunicazione possa giacere per oltre un mese negli uffici comunali senza che i vertici dirigenziali neppure se ne accorgano e ne informino gli amministratori, quasi si trattasse della modifica di una finestra in un appartamento di periferia. Fanno sì che il privato possa disporre a piacimento degli olivi - elemento imprescindibile del profilo della collina - e che possa perseguire i propri interessi dinvestimento su quella cartolina di Firenze nel silenzio più assolu to. Tutto questo ha iniziato a suscitare reazioni critiche. I Verdi hanno annunciato per oggi una affollata e infuocata conferenza stampa per svelare «il vero progetto della Fondiaria sulla Villa "Il Gioiello" in via San Leonardo» con la relativa richiesta di cambio di destinazione duso. Il consigliere comunale di «Unaltracittà» Ornella De Zordo si spinge fino a definire il caso come lo «scempio di San Leonardo». Punta lindice - parlando di «amministrazione incapace di governare il territorio» - contro la giunta di Firenze guidata da Leonardo Domenici, che dopo le dimissioni di Biagi ha anche la delega allurbanistica. «I responsabili della devastazione della collina di San Leonardo devono essere perseguiti a norma di legge e se risultassero coinvolti, anche per omissione, i rappresentanti della pubblica amministrazione devono anche dimettersi immediatamente» afferma Ornella De Zordo. «E incredibile - aggiunge - che la collina di San Leonardo venga devastata con il taglio di centinaia di ulivi da Fondiaria Sai e che né la polizia municipale, né gli uffici del verde pubblico e del verde privato del Comune, né la soprintendenza ai beni paesaggistici e ambientali ne sappiano nulla». Franco Scaramuzzi, professore alluniversità di Firenze di coltivazioni arboree e presidente dellAccademia dei Georgofili, ritiene però di identificare nelle foto pubblicate ieri da Repubblica i segni di una corretta «capitozzatura degli olivi, che si pratica anche con motoseghe nel caso in cui le piante non siano più coltivate da anni e siano state invase da vegetazione spontanea, con lo scopo di ringiovanirle e renderle più belle e rigogliose di prima nel giro di due-tre anni». (ma.bo.)
FIRENZE - URBANISTICA: Ma perché nessuno ne sapeva niente?
A San Leonardo, tra il giardino di Boboli e il Forte Belvedere, cè una collina che è un punto di unicità di Firenze. La collina è stata devastata con il taglio di centinaia di ulivi da Fondiaria Sai senza che il Comune ne sappia nulla. I responsabili della devastazione devono essere perseguiti a norma di legge. La Fondiaria Sai ha annunciato di avere un progetto per la villa "Il Gioiello" in via San Leonardo, ma non ha comunicato nulla al Comune. La conferenza stampa dei Verdi per oggi ha svelato il progetto e ha richiesto il cambio di destinazione duso.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo