Titignano, il giudice lo condanna a pagare 12mila euro Il primo a segnalare irregolarità e degrado nel complesso della badia era stato il sacerdote Le segnalazioni di don Alberto Armellin sul degrado del complesso della badia di San Savino non sono state ascoltate. Il Comune ha finora evitato di mettere mano a un piano di risanamento o di riorganizzazione dell'area. Così capanne e annessi agricoli sono rimasti al loro posto. Qualcosa è stato fatto però: è stato denunciato il parroco per abuso edilizio e ora il tribunale di Pisa, ufficio del giudice delle indagini preliminari, ha emesso un decreto penale di condanna nei confronti del sacerdote stesso e di altre due persone. I tre, in base al decreto penale di condanna, dovrebbero pagare 12.260 euro (ciascuno) di ammenda. Il giudice ha anche disposto la demolizione delle opere considerate abusive. A spiegare di essere stato denunciato dalla polizia municipale, come legale rappresentante della parrocchia, insieme al progettista e direttore dei lavori e al titolare dell'impresa edile che li ha realizzati era stato lo stesso parroco che ora, insieme alle persone indagate insieme a lui, è intenzionato a difendersi in tribunale, dopo avere presentato opposizione al decreto penale di condanna. La storia ha più sfaccettature: i vigili nel 2007 effettuarono un sopralluogo nell'ex complesso monastico in seguito a un esposto presentato da un cittadino per lavori che, secondo il privato, non erano stati autorizzati. Opere che principalmente riguardano la canonica e un ripostiglio adiacente alla chiesa. Si contestava l'apertura di due finestre che non si possono considerare come interventi di manutenzione ordinaria. Il parroco avrebbe dovuto chiedere, secondo l'accusa, visto che l'area è sottoposta a vincoli paesaggistici e monumentali, il nulla osta alla Soprintendenza. La polizia municipale aveva riscontrato anche la sostituzione di una finestra in legno con una nuova e la realizzazione di due tettoie non dichiarate nelle comunicazioni inviate al Comune dell'inizio dei lavori. Tra i lavori contestati e realizzati in assenza di autorizzazioni c'erano anche un vialetto di accesso alla canonica e due tettoie in metallo. Il tutto venne segnalato sia alla Soprintendenza che all'autorità giudiziaria. Una vicenda singolare. Lo stesso sacerdote non ha esitato a rivolgersi per due volte al tribunale amministrativo regionale per fermare quello che ritiene un abuso edilizio e che è stato condonato pur trovandosi all'interno del complesso monumentale. Il ricorso al Tar nasceva dall'esigenza di bloccare (il sacerdote a sua volta aveva denunciato presunte irregolarità nell'iter burocratico) la concessione edilizia in sanatoria rilasciata dal Comune (in base al condono edilizio del 1986) relativa a un immobile vicino alla badia che il proprietario vuole trasformare in un appartamento. Una storia che si trascina dal 2003 con le due parti ancorate alle proprie posizioni. Il decreto penale di condanna non metterà dunque fine ai contenziosi anche perché, nel frattempo, al di là degli esposti incrociati presentati sulla badia non sono stati effettuati altri sopralluoghi.
TOSCANA - TITIGNANO. Prete multato per un abuso edilizio
Il parroco di San Savino, don Alberto Armellin, ha denunciato il degrado del complesso della badia e ha segnalato irregolarità e abuso edilizio. Il Comune ha evitato di mettere mano a un piano di risanamento o di riorganizzazione dell'area. Il tribunale di Pisa ha emesso un decreto penale di condanna nei confronti del parroco e di altre due persone, che dovrebbero pagare 12.260 euro di ammenda. Il parroco è stato denunciato dalla polizia municipale per abuso edilizio e ha presentato opposizione al decreto penale di condanna. La storia è complessa, con contenziosi tra il parroco e il Comune che si trascinano dal 2003.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo